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Cronaca

SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 14 marzo, si celebra il Beato Giacomo Cusmano

Oggi la Chiesa cattolica celebra Beato Giacomo Cusmano. Era il quarto figlio di Giacomo Cusmano e Maddalena Patti e nacque in provincia di Palermo a S. Giuseppe Jato il 15 marzo 1834.

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Oggi la Chiesa cattolica celebra Beato Giacomo Cusmano. Fu il quarto figlio di Giacomo Cusmano e Maddalena Patti e nacque in provincia di Palermo a S. Giuseppe Jato il 15 marzo 1834. Il padre era un uomo benestante che esercitava la professione dell’agrimensore. Fin da bambino, il piccolo Giacomo manifestò il suo amore per i poveri e la sua propensione verso i più deboli e le persone in difficoltà, tanto che la famiglia era costretta a sorvegliarlo perché sembra che appena vedeva un mendicante passare sotto la sua finestra, gli lanciava i suoi vestiti. La sua affezione per le persone più sfortunate di lui trovò un naturale sbocco negli studi; si laureò, infatti in medicina, nel 1855, presso la Regia Università degli Studi di Palermo, a soli 21 anni. Anche in occasione degli impegni che dovette assumere in seguito alla morte del padre, che lo portarono ad occuparsi dei poderi e delle proprietà della sua famiglia, Giacomo mostrò la tutta la sua dolcezza d’animo e la sua generosità verso i dipendenti della famiglia, verso i contadini che lo ricordarono con affetto, raccontando come fosse sempre pronto ad offrire un asinello ad un bracciante che non riusciva a tornare a casa a piedi dopo una giornata di duro lavoro nei campi.

Ma la sola laurea in medicina e chirurgia che aveva già fatto di lui il “medico dei poveri” e il solo aiuto ai bisognosi, non era sufficiente a soddisfare il desiderio di Giacomo di dedicarsi con sempre maggiore impegno per i bisognosi del suo paese, le cui condizioni di vita vedeva peggiorare sempre di più. Fu così che meditò la possibilità di diventare sacerdote. Fu ordinato il 22 dicembre 1860 dopo avere finito gli studi presso la scuola teologica del canonico di S. Giuseppe Jato. Divenuto sacerdote Giacomo si dedicò completamente, con totale abnegazione all’assistenza dei malati e degli indigenti della sua parrocchia. Nell'assolvere a questo gravoso impegno Giacomo mangiava e si riposava sempre più di rado, dormiva vestito nel timore che qualche malato potesse chiedere il suo aiuto nel pieno della notte.

Il quartiere dell’Alberghiera, dove aveva la sua parrocchia lo ebbe come punto di riferimento nella sua perpetua lotto contro la miseria. Nella mente di Giacomo cominciava a farsi strada un’idea che avrebbe potuto aiutare molti bisognosi: se ogni palermitano avesse messo da parte un solo boccone del proprio cibo ogni giorno, con quei bocconi si sarebbero potuti sfamare tutti i poveri della città.

Il 12 maggio 1867 nacque così l’opera “Il Boccone del Povero” che fu presieduta dall’arcivescovo di Palermo.

I partecipanti all’opera si dividevano in soci semplici, che erano coloro che donavano il boccone, mettendolo da parte per i collettori, che li andavano a raccogliere e li affidavano ai distributori che erano i collaboratori che accompagnavano i sacerdoti e i laici nella distribuzione quotidiana del cibo.

Il Boccone del povero divenne in poco tempo un grande sussidio per tutti i poveri di Palermo, mentre Giacomo si dimostrava infaticabile nel raccogliere il cibo e ogni più piccola cosa che potesse essere utile alla sua opera. Molte erano le persone, soprattutto le donne, che lo aiutavano nella distribuzione dei pasti e in ogni faccenda possibile.