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NOZZE GAY/ 1. Mirabelli: la Costituzione ci salva dai "cattivi principi" dell'Europa

Il Parlamento europeo (Infophoto) Il Parlamento europeo (Infophoto)

Sembra di capire dalle sue parole che oltre all'inserimento di un punto che centrava poco o niente con il documento originale, qualcuno abbia cantato vittoria senza averne motivo.

Diciamo che questo punto 7 manifesta un indirizzo culturale preciso, ma che come documento non è vincolante. Ha degli aspetti di ambiguità, non obbliga nessuno a riconoscere le unioni gay e prevede che laddove i Paesi riconoscono le unioni civili ci sia una parità di trattamento e di riconoscimento al di là del diritto del proprio Paese. Su questo argomento c'è già una giurisprudenza delle Corti di giustizia dell'Unione europea.

E il rammarico espresso?

L'espressione di rammarico è una espressione puramente politica nell'ipotesi in cui ci sono non ipotesi restrittive di famiglia, ma ipotesi di famiglia basata sul matrimonio come la nostra Costituzione prevede. Esprime in sostanza, questo punto 7, un indirizzo culturale che si sta manifestando in più Paesi, ma non presuppone un riconoscimento del matrimonio tra omosessuali. Dà rilievo alle coppie e alle unioni civili e sotto questo aspetto sollecita una disciplina di questo fenomeno.

In un altro passaggio però l'assemblea europea ricorda che il diritto va applicato senza discriminazione sulla base di sesso o orientamento sessuale in conformità della Carta dei diritti fondamentali, Carta firmata anche dal nostro Paese. Ciò ci sottopone a qualche altra forma di vincolo?

Qui entriamo in un terreno di interpretazione più delicato, perché certamente non ci possono essere discriminazioni sulla base del sesso e sulla base dell'orientamento sessuale. Si tratta però di intendersi cosa significa questo aspetto.

Cioè?

Quando si può dire che c'è una discriminazione? Non ne discende necessariamente il riconoscimento e la creazione di un matrimonio fra omosessuali. La nostra Costituzione è ugualmente ispirata a un principio straordinariamente forte di uguaglianza eppure non prevede, anzi non permette questo tipo di matrimonio. Ma non si può dire che la nostra Costituzione sia lesiva del principio di uguaglianza.

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