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NOZZE GAY/ 2. Binetti: niente "trucchi", l'italia può ribellarsi

Un parlamentare e i giornali nell'emiciclio (Foto: Infophoto) Un parlamentare e i giornali nell'emiciclio (Foto: Infophoto)

Intanto in Inghilterra David Cameron ripropone con forza la possibilità di celebrare matrimoni omosessuali nel Regno Unito. "Nozze tra gay entro il 2015", e forse anche prima”: una rivoluzione vera e propria nel campo del diritto di famiglia. È un impegno che si prende affermando in modo francamente contraddittorio: “Io non sono a favore dei matrimoni gay, nonostante sia un conservatore. Sono favorevole ai matrimoni gay proprio perché sono un conservatore”, oggettivamente un bel pasticcio, almeno sul piano linguistico. Blair è dalla sua parte e dal fronte laburista afferma: “Sto dalla parte di Cameron e non del Papa”. Il fatto è che i sondaggi dell’opinione pubblica in Inghilterra affermano che il 44% degli inglesi è a favore del matrimonio gay, contro il 34% che è contrario. Non c’è dubbio che le scelte politiche risentono fortemente del  consenso popolare di cui gode una posizione. Non è il Parlamento che detta la linea al Paese, ma il Paese a dettare la linea al Parlamento e la legge sempre più spesso si limita a codificare quanto di fatto è già realtà nei comportamenti e nelle convinzioni della gente.

In definitiva Alfano e Bindi fanno affermazioni di principio sostanzialmente analoghe, e precisano i rispettivi punti di vista asserendo di voler tutelare in modi sia pure diversi anche i diritti delle persone che fanno scelte diverse rispetto al matrimonio, senza che questo presupponga nessuna equiparazione tra famiglia fondata sul matrimonio e unioni civili. La vera frontiera su cui destra e sinistra dovranno confrontarsi è proprio quella del riconoscimento dei diritti civili delle persone non-sposate. E mentre questo dibattito sta riprendendo quota anche presso l’opinione pubblica, il parlamento si appresta a votare una legge sul divorzio breve. Ennesima contraddizione del nostro tempo, che mentre cerca di estendere il più possibile i diritti prettamente legati al matrimonio, lavora alacremente per vedere come scioglierli il più rapidamente possibile…

Intanto dall’Inghilterra arriva un monito tanto semplice quanto ovvio: è l’opinione pubblica che oggi fa le leggi e non stupisce che in questo contesto i radicali italiani vogliano indire una raccolta di firme, che documenti l’ampiezza del consenso che in Italia c’è già intorno a questo tema.
La battaglia non è su ciò che ha detto Alfano, parlando ad una scuola di formazione politica di giovani pidiellini: è naturale che in quel contesto voglia trasmettere loro idee e progetti di un partito come quello che sta guidando tra difficoltà tutt’altro che irrilevanti. La battaglia non è neppure quella che emerge nel Pd, come accade ogni volta che si affrontano temi e problemi di forte spessore etico: la Bindi rivelando con la schiettezza che le è propria  le sue convinzioni merita il massimo rispetto, anche di chi non dovesse condividerle.