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NOZZE GAY/ 2. Binetti: niente "trucchi", l'italia può ribellarsi

Pubblicazione:giovedì 15 marzo 2012

Un parlamentare e i giornali nell'emiciclio (Foto: Infophoto) Un parlamentare e i giornali nell'emiciclio (Foto: Infophoto)

In questo dibattito tutto italiano si è inserita proprio ieri, 13 marzo, una dichiarazione del Parlamento europeo, che da un lato ribadisce la condanna di ogni possibile forma di discriminazione e dall’altro rinnova la sua apertura alla coppie omosessuali, offrendo loro protezione e tutela. Si tratta di un voto non vincolante, accolto ovviamente in modo diverso a seconda dei propri punti di vista. Non c’è dubbio che non basti una semplice dichiarazione per ribaltare cultura e tradizione di molti Paesi, da sempre convinti che la Famiglia abbia caratteristiche strutturali proprie, con una sua natura specifica, che non può essere capovolta a Strasburgo. La parità dei diritti individuali non è in discussione, ma a modelli di relazione diversa possono e debbono corrispondere forme di legittimazione diversa. L’Europa in una situazione drammatica come quella che stanno attraversando tutti i Paesi che ne fanno parte si occupi di questioni economiche serie. Metta al centro della sua attenzione il grado di impoverimento delle famiglie, rilanci politiche demografiche che consentano alle famiglie di realizzare un progetto generativo generoso ed eviti interferenze con lo stile di un Paese, con la sua cultura e con la sua legislazione. La sfida italiana oggi è quello di ridurre lo spread delle politiche sociali, pericolosamente cresciuto dopo i recenti tagli.

La vera domanda è un’altra: fino a che punto la politica, la nostra politica, si farà dettare la linea dal Parlamento europeo o dagli impegni presi da altri Paesi, come ad esempio l’Inghilterra, rinunziando ad assumersi le sue responsabilità, chiarendo qual è il modello di famiglia sul quale vuole investire risorse di varia natura, non solo economiche. In Italia è sempre più necessario che ogni partito, ogni coalizione, chiarisca quali sono i suoi modelli di riferimento e apra un dibattito trasparente con i propri elettori su questo punto. Mentre la Bindi dice un no chiaro alle coppie omosessuali, dal Pd si sollevano voci di senso contrario. Mentre Alfano dice un no analogo a quello della Bindi, alla Camera c’è un disegno di legge dell’ex Partito di maggioranza, dal titolo suggestivo: i DIDORE, ossia Diritti e doveri di reciprocità, rivolto esplicitamente alle coppie di fatto.

Molto tempo prima che si arrivi alle scadenze elettorali, per recuperare il gusto del confronto, la capacità di argomentare le proprie scelte, il coraggio di posizioni contro-corrente. Il consenso che gli elettori dovranno dare all’uno o all’altro partito deve essere un consenso davvero ben informato, perche si passa parlare di voto responsabile. Il matrimonio e la famiglia meritano una riflessione molto coraggiosa, proprio perché dalla famiglia dipende in larga misura il benessere stesso di tutta la nostra società.



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