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Cronaca

NOZZE GAY/ 3. D’Agostino: solo una società sterile potrebbe riconoscerle

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Da questo punto di vista, «poiché il matrimonio gay non è finalizzato alla procreazione, non si vede ragione per il suo riconoscimento giuridico». Si diceva che tale negazione non toglie nulla dal punto di vista dei diritti personali. «Nulla vieta loro, infatti, di fare testamento o un’assicurazione a favore del partner, garantirsi economicamente l’un l’altro e attivare tutte le forma di tutela reciproca possibili immaginabili». 

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