BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

INFERMIERA UCCISA/ Alessio Burtone, condanna a nove anni per la morte di Maricica

Pubblicazione:venerdì 16 marzo 2012

Foto Infophoto Foto Infophoto

L'infermiera romena uccisa da un pugno nella metropolitana di Roma. Il fatto, accaduto nell'ottobre 2010, suscitò grande scalpore e molte polemiche. Un giovane, Alessio Burtone, dopo un alterco con una donna, la colpì al viso con un violento pugno lasciandola tramortita a terra. La donna, una infermiera romena di 32 anni, Maricica Hahaianu, non si riprese più e morì alcuni giorni dopo in ospedale. L'autore del gesto spiegò che la romena lo aveva inseguito dopo una litigata al bar continuando a infastidirlo e minacciarlo. Motivo della litigata, il fatto che la donna lo avesse superato mentre facevano la fila al bar. Un motivo futile, sfociato in ira e quindi nell'aggressione, motivata come un tentativo di allontanare la donna che continuava a importunarlo. Nel processo, la difesa del Burtone aveva cercato di individuare nella causa della morte dell'infermiera il cattivo servizio prestato in ospedale, omissione cioè di soccorso da parte del reparto di rianimazione. La tesi però non ha retto e i giudici hanno conferito una pena di nove anni di detenzione. L'accusa aveva invece chiesto venti anni di carcere per omicidio preterinzionale aggravato. Il marito della donna uccisa si è dichiarato comunque soddisfatto della condanna perché, ha detto, è stato riconosciuto l'omicidio preterinzionale. Sperava, ha aggiunto, comunque in una pena più pesante, La difesa ha già annunciato invece che presenterà ricorso per ottenere la riduzione della pena. Si cercherà di sollevare la condanna dall'accusa di lesioni gravi, ottenere le attenuanti generiche per la provocazione subita e l'applicazione del rito abbreviato che era stato chiesto nella fase preliminare. Burtone nella sua deposizione aveva detto di aver colpito con una manta la donna per paura: "Era piccola, minuta, rispetto a me, ma continuava a offendere ad alzare le mani, la sua insistenza mi ha fatto pensare che potesse essere armata così mentre stava mettendo le mani in tasca mi è partita la manata". Tutto era nato perché la donna lo aveva superato nella fila alla cassa del bar, quando lui le aveva fatto notare questo lei gli avrebbe risposto insultandolo, definendolo "porco italiano".


  PAG. SUCC. >