BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

4° ANNO/ Violante: passione per la verità e realtà, sempre in lotta contro le apparenze

Pubblicazione:

Foto: Fotolia  Foto: Fotolia

Nel mese scorso si è parlato di una telefonata che la cancelliera Merkel avrebbe fatto al presidente Napolitano chiedendogli di porre fine al governo Berlusconi. Per chiunque conosca le nostre regole costituzionali, o il tenore delle conversazioni tra capi di Stato e di governo, la notizia non poteva che essere un falso. Ma in un telegiornale Sky il giornalista ha chiesto a un ospite: “La telefonata è stata smentita; se non è vera, è verosimile; lei cosa pensa di questa telefonata?”. E l’altro ha detto che cosa pensava di quella telefonata “verosimile”. Si è commentato per molti minuti non il vero, ma il verosimile. Non è una eccezione.

Siamo immersi nel verosimile. Il verosimile è una non-realtà che scorre parallela alla realtà, senza mai incontrarla. E noi da questa non realtà, i Grandi Fratelli e le Isole dei famosi, in prima serata, finti innamoramenti e finti ritrovamenti di genitori fintamente scomparsi, nel pomeriggio, siamo assediati e asfissiati. Siamo passati dalla fiction, che almeno nella parole esprimeva onestamente la simulazione, al reality che trasmette la finzione spacciandola per verità.

Abbiamo vissuto almeno quattro decenni immersi nel postmoderno: antimetafisica, primato dell'apparenza, prevalenza della interpretazione sulla realtà, contestazione dell'idea stessa che potesse comunque esserci una verità. Il postmoderno ha avuto, alle origini, una grande forza innovativa e creatrice. Poi si è avvitato su se stesso, aprendo le porte a ogni tipo di irrisione, populismo autoritario e falsificazione...

Ma finalmente sembra essere iniziato il declino del postmoderno e lentamente torniamo alla realtà. È stato recentemente pubblicato un Manifesto del nuovo realismo del filosofo Maurizio Ferraris che appunto denuncia le conseguenze catastrofiche del postmoderno e riapre la riflessione a concetti di realtà e di verità. Al Victoria and Albert Museum è ancora in corso una grande mostra sul postmoderno; ho l'impressione, positiva, che se ne stiano lì celebrando le lussuose esequie.

È giunto il momento  di gettare nel cestino il pensiero debole e i suoi corollari, il partito leggero primo fra tutti. Occorre costruire un nuovo pensiero forte e critico, che respinga il relativismo e non si arrenda di fronte alla fatica della ricerca della verità.



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
19/03/2012 - Un quotidiano presente. (claudia mazzola)

Voglio solo dirvi grazie, non so come mai con voi mi sento come a casa.

 
19/03/2012 - Buon compleanno! (Giuseppe Crippa)

Grazie davvero per le tantissime cose che pubblicate ogni giorno, per le riflessioni che suscitano ed anche per la possibilità di condividerle!

 
19/03/2012 - ma chi l'avrebbe mai detto? (alcide gazzoli)

Forse ero rimasto indietro...mi sono perso qualcosa? Ma Violante no era quello fazioso...ideologico...cattivo? il "puro" delle mani pulite? Non mi interessano affatto qui le questioni di "autocritica" ( che poi a ben vedere è ancora un altro livello ideologico e se vogliamo più subdolo) ma quanto REGISTRARE IL MIO STUPORE per il fatto che un uomo- semplicemente- manifesti, esprima se stesso. L'ho sentito ieri sera in Tv casualmente: parlava del post moderno, dell'uomo che è solo, sempre più solo...e da lì non andava a mettere tappi ideologici...lasciava e rilanciava la provocazione. Ho veramente colto la traccia del suo umano in quanto diceva. E l'articolo qui sopra documenta splendidamente questa sua -credo- "conversione" a qualcosa certamente di vero, che lo fa essere vero in quello che dice. Ma chi l'avrebbe mai detto? Com'è bello sbagliarsi...com'è bello. Bello, bello. Bello!