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Cronaca

FESTA DEL PAPA’/ Da Poretti a Marchesi, i miei auguri agli “eroi silenziosi”

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Pansa conclude il suo pezzo scrivendo: “Quando la signora con la falce bussa alla tua porta, trovi accanto a te soltanto chi ti ama e nessun altro”. Bè, allora bisogna credere che il tempo che ci diamo reciprocamente ha un senso, come lo ha la famiglia, intesa non come rifugio, ma come la forgia di ciò che sarà il futuro di un Paese.
Il Corriere della Sera di ieri (sempre domenica) ha fatto un'inchiesta sulle aspirazioni dei ventenni e nel sommario si legge: “Imparano che non si sta insieme per dovere e si entusiasmano per il pranzo della domenica. E hanno l'ideale della famiglia normale”. Sembra un dato ciclico tutto questo... oppure è semplicemente il seme che ogni tanto fiorisce. Come i semi che piantava il mio amico Gino Girolomoni, il padre del biologico in Italia, che ci ha lasciati anche lui in questi giorni, dopo una vita dedicata a far capire a una burocrazia idiota che c'era anche uno schema diverso nella coltivazione dei campi: quello che guardava al passato per salvare il futuro. Oggi il suo Alce Nero è una realtà, ma pochi si sono ricordati di lui. Di chi ci ricordiamo oggi è infine Gualtiero Marchesi, che proprio il 19 marzo compie 82 anni: è il padre della nouvelle cuisine in Italia, ma per me rimane il “cuoco italiano” perché dentro di sé ha la musica, l'arte, il colore, il gusto e la famiglia: tutti ingredienti molto italiani, tutti elementi di un'unicità che fa ripartire sempre il nostro Paese. Auguri a tutti i papà.

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