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RICICLAGGIO/ Holding Ragosta, giudici tributari coinvolti nel mercato delle sentenze

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Giudici tributari nei guai: un blitz della Guardia di Finanza in Campania ne coinvolge ben sedici. Tre sono stati portati in carcere, gli altri tredici sono agli arresti domiciliari. Il caso fa parte di una operazione che ha fatto luce su un cosiddetto "mercato delle sentenze", sentenze appunto tributarie che vede nel mirino il gruppo immobiliare Ragosta con interessi nel settore alimentare, immobiliare, gestione di alberghi e di materiali ferrosi. Il gruppo Ragosta è attivo su tutto il territorio nazionale: la holding fattura mediamente 200 milioni di euro e ha quattro divisioni, Ragosta Steel, Ragosta Real Estate, Ragosta Hotel e Ragosta Food. A capo di tutto Fedele Ragosta. Nell'operazione sono coinvolti anche un garante del contribuente e un funzionario dell'agenzia delle entrate, mentre è stato disposto il sequestro preventivo di beni per il valore di un miliardo di euro. Nelle accuse, anche quella di associazione camorristica e riciclaggio. In tutto ventidue persone sono state portate in carcere, venticinque messe agli arresti domiciliari, tredici hanno ricevuto il divieto di dimora. Si tratte indagini avviate ben quattro anni fa nei confronti di una trentina di società napoletane e provincia che facevano capo allo stesso gruppo, il Ragosta. Quello che colpisce dell'indagine è il coinvolgimento dei giudici tributari, per di più in così alto numero. Grazie a loro si potevano emettere fatture inesistenti e coprire mancati versamenti fiscali. E' intervenuta a questo punto anche l'anti mafia che ha investigato sul coinvolgimento tra i responsabili del gruppo immobiliare e il clan camorrista Fabbrocino: le indagini hanno toccato anche i soliti paradisi fiscali come Svizzera, Lichtenstein e anche il Belgio. Il denaro infatti finiva in banche di questi Paesi. Grazie a varie intercettazioni telefoniche poi ecco venire a galla il mercato delle sentenze. I giudici tributari coinvolti sistemavano le sentenze in cambio di favori: sembra che alcune sentenze venissero redatte direttamente dia privati interessati. I giudici interessati lavoravano presso la commissione tributaria provinciale di Napoli e la commissione tributaria regionale per la Campania.


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