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STRAGE TOLOSA/ Follia o razzismo, gli ebrei sono nel mirino

Il presidente francese Nicolas Sarkozy (InfoPhoto) Il presidente francese Nicolas Sarkozy (InfoPhoto)

Sia chiaro, oggi questi disagi sono rilevanti in Francia, e in altri Paesi europei di più vecchia immigrazione, ma è evidente che tra qualche anno emergeranno anche da  noi. Per prevenirli non servono cosmopolitismi astratti. Sarebbe piuttosto necessaria, anzi è necessaria, un’opera educativa ben più complessa, ben più motivata e ben più articolata di quella oggi possibile con uno strumento rigido e  arrugginito come è la scuola statale. 

 

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COMMENTI
20/03/2012 - contro-cultura e inter-cultura (Antonio Servadio)

Doverosa la precisazione teologica sull'azione diabolica del maligno, che trova miglior agio nell'alveo di substrati culturali, di contesti storico-culturali a lui permissivi. Noto in chiusura uno scivolone semplicistico sulla scuola statale: "non servono cosmopolitismi astratti (..) è necessaria, un’opera educativa (..) ben più articolata di quella oggi possibile con uno strumento (..) arrugginito come è la scuola statale." Benissimo il pluralismo scolastico e la sussidiarietà. Ma per quale motivo gettare via la scuola statale? L'opera educativa più articolata va sollecitata sia nelle statali sia nelle paritarie. Forse che nelle paritarie tutto funziona a meraviglia? Dipende dai singoli istituti. Idem per le statali, non sono tutte uguali, per nulla. L'educazione "ben più articolata" può funzionare se si sgombra il campo da un fraintendimento tanto diffuso quanto fuorviante: il "multi-culturalismo" è una forma di ideologia dimostratasi impraticabile perchè foriera di emarginazione e conflitti. Quel che ci serve è la competenza di comunicazione "inter-culturale", che è cosa ben diversa e non presume affatto alcun relativismo (su cui invece si fonda il "multi-culturalismo").