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Cronaca

ABORTO/ Il "Giardino degli Angeli" trova casa nella (rossa) Firenze

Dopo Roma, anche Firenze si appresta a destinare nel cimitero di Trespiano un’area specifica nella quale poter seppellire i feti dei bambini mai nati. Ed è polemica. EMANUELE ROSELLI

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

Dopo il “Giardino degli Angeli” che sarà realizzato a Roma per volontà della Giunta Alemanno, anche Firenze si appresta a destinare nel cimitero di Trespiano un’area specifica nella quale poter seppellire i feti dei bambini mai nati.

Nel Regolamento di polizia mortuaria del Comune di Firenze – che sarà presto sottoposto al voto del Consiglio Comunale – si esplicita l’intenzione da parte dell’amministrazione di individuare un’area destinata al ricevimento di feti che non siano stati dichiarati come nati morti, di prodotti abortivi e di prodotti del concepimento (art. 26 comma 7).

Immediatamente è scoppiata la polemica, fomentata dalla sinistra più radicale e da alcuni esponenti di spicco del Pd che si trova quindi spaccato su questa delibera di giunta: ”Una vergogna per Firenze”, “Un provvedimento apripista contro la legge 194”, “Un’offesa alla dignità delle donne”, queste le accuse principali mosse nei confronti dell’assessore Stefania Saccardi, responsabile del Regolamento.

La cosa curiosa e paradossale è che la giunta comunale di Firenze, così come quella di Roma, non si è inventata nulla di nuovo, ma ha solo accolto e dato attuazione alle disposizioni normative che già sono in vigore da altre 20 anni. Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 285 del 1990 già prevede di poter dare sepoltura non solo ai feti con età tra le 20 e 28 settimane, ma anche, su specifica richiesta dei genitori, a “prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane”.

Quanto previsto dal nuovo Regolamento è quindi legittimo e sacrosanto perché permette di dare piena attuazione alla normativa, permettendo così – a chi vuole – di poter esercitare un diritto, e quindi una scelta, in più.

Cosa c’è di male in questo? Quale attacco, quale offesa viene fatta alla donna e alla sua dignità? Chi veramente si offende avanzando certe accuse, è la libertà e l’intelligenza delle persone: la normativa e il nuovo regolamento di polizia mortuaria, non obbligano nessuno ad optare per tale scelta, ma offrono solamente una opportunità in più: si permette cioè di allargare il campo della libertà delle persone.

Ancora una volta su vicende così decisive, la sinistra massimalista dimostra di temere la libertà più di ogni altra cosa. Ed a questa si contrappone una ideologia e una demagogia che deve difendere, ultimamente, la convinzione che un feto non è già una vita; che un “prodotto del concepimento” non ha già, nella sua potenziale esistenza, la consistenza di un essere umano.


COMMENTI
27/03/2012 - Sepoltura dei feti (Carla D'Agostino Ungaretti)

Sono totalmente d'accordo con la Signora Elisabetta. Quel seppellimento denoterebbe almeno un briciolo di pietà verso quelle disgraziate creature che sono state chiamate alla vita, senza che loro lo avesseo richiesto, e poi ne sono state respinte. Ma perché la sinistra abortista se la prende tanto? Gli aborti sono stati praticati e non è questo che loro volevano? Che gliene importa a loro di quello che succede dopo? Tanto per loro quello non era un essere umano, ma solo un "prodotto del concepimento", come a dire un prodotto industriale.

 
24/03/2012 - cani (elisabetta crema)

Se la proposta fosse stata avanzata per i quattrozampe, nessuno avrebbe avuto da ridire; invece qualcuno ritiene gravissimo che una mamma che al mattino trova nelle mutande e in un lago di sangue il piccolo che attendeva con infinito amore non lo butti nel wc. Qui non c'è nemmeno bisogno di entrare in merito alla querelle sulla dignità di uomo di qualunque concepito, basterebbe fermarsi (come solitamente fanno i paladini dell'aborto, per non guardare in faccia il vero tema in questione) ai diritti della donna. La sfasatura del campo di argomentazione la dice lunga sulla malafede di una parte in gioco. Betta