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DIARIO DA L'AQUILA/ Teodosio, un "dramma" che un bimbo può spazzare via

Pubblicazione:lunedì 26 marzo 2012 - Ultimo aggiornamento:lunedì 26 marzo 2012, 14.21

Immagine d'archivio del terremoto dell'Aquila (Infophoto) Immagine d'archivio del terremoto dell'Aquila (Infophoto)

La vicenda dell’uomo aquilano che ha minacciato di gettarsi nel vuoto per ottenere un appartamento più ampio lascia spazio a riflessioni. Un terremotato, con un buon lavoro alle spalle, sposato, padre di un bambino, ha inscenato questa protesta plateale per ottenere un appartamento più ampio. Questo perché la moglie è al settimo mese di gravidanza, la famiglia si sta per allargare e lo spazio non basta più.

La famiglia vive in una casa di due locali più il bagno in uno dei quartieri del progetto C.A.S.E., realizzato per accogliere i terremotati rimasti senza tetto dopo il sisma del 6 aprile 2009. L’uomo ha già fatto richiesta per un alloggio più grande, ma la regola è che venga assegnata solo dopo la nuova nascita, presentando il relativo certificato.

Dietro questa protesta, di per sé ingiustificata standoci regole certe, c’è la risposta drammatica alla vita. L’opposto di quanto abbiamo raccontato appena qualche giorno fa, della storia di Mario che, grazie al terremoto, ha riscoperto il bello della vita, la bellezza di condividere con la sua famiglia quelle piccole cose che una volta potevano sembra banali. Teodosio questa bellezza non l’ha scoperta. Ha scelto di mobilitare forze dell’ordine e vigili del fuoco per qualche metro quadro in più.

Non è stato capace di accorgersi dell’avvenimento che sta per scuotere nuovamente la sua famiglia. La gioia di un nuovo arrivo, che può anche essere vissuto, seppur con qualche sacrificio, nello spazio angusto di un mini appartamento. La gioia di raccontare e preparare il figlio maggiore all’arrivo di un fratellino o di una sorellina. Il trascorrere giorno dopo giorno accanto alla moglie, lento, sicuramente faticoso, nell’attesa che una nuova vita venga alla luce.

La storia di Teodosio è drammatica, come quella di qualsiasi altro aquilano, abituato a un bell’appartamento in centro storico. Quello che ci porta a guardare oltre è la posizione di ciascuno davanti alla propria vita. Chi fa gesti plateali, fortunatamente, raramente li porta a termine. Fortunatamente per la moglie in dolce attesa, per il bambino che sta superando il trauma del terremoto accanto all’amore di mamma e papà.


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