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FUNERALI SILVESTRI/ Arrivata a Ciampino la salma del militare italiano ucciso in Afghanistan

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Il corpo di Michele Silvestri, il soldato italiano ucciso in Afghanistan pochi giorni fa (il cinquantesimo soldato che muore in quel Paese) è arrivato a Roma. La salma è stata fatta scendere dall'aereo in una bara avvolta dal tricolore: la portavano i commilitoni del 21esimo Reggimento guastatori di Caserta. Erano presenti i familiari del soldato ucciso, il sergente Silvestri: particolarmente addolorata la madre. All'aeroporto c'era anche l'ordinario militare l'arcivescovo Pelvi che ha impartito la benedizione, così come era presente il ministro della difesa. Il picchetto militare ha reso gli onori. Scene di dolore da parte dei familiari presenti: mancava solo il padre del soldato che ieri era stato colto da un malore. C'erano la moglie Nunzia Carannante, la madre Teresa, il fratello Fortunato e la sorella Anna. La salma verrà adesso portata all'Istituto di medicina legale per gli esami autoptici. Il funerale di Stato è  previsto per oggi alle ore 18 nella basilica di Santa Maria degli Angeli alla presenza del capo dello Stato, mentre i funerali di famiglia si terranno domani nel paese di nascita Monte di Procida. Il maggiore del corpo a cui apparteneva il sergente Silvestri , il 21esimo Genio guastatori di Caserta, ha ricordato il suo uomo ucciso dai talebani: un ragazzo motivato ed estremamente in gamba ha detto. «Lui si mostrava sempre assai disponibile. Era molto esperto: aveva iniziato la carriera nel 1997 e al 21ø Genio Guastatori era arrivato nel 2009. Ma era la settima missione all'estero, la terza in Afghanistan». Ricordiamo che nel corso dell'attacco terroristico in cui è morto il sergente, sono rimasti feriti altri soldati italiani. Le condizioni più gravi sono quelle del caporal maggiore Monica Graziana Contrafatto del primo Reggimento Bersaglieri di Cosenza mentre il maresciallo Carmine Pedata è anche lui in condizioni al momento giudicate gravi. Feriti fortunatamente in modo leggero sono il maresciallo Nicola Storniolo, il sergente Salvatore De Luca e Manuel Guarnacci, specialista del 41esimo Reggimento Cordenons con sede a Sora. L'attacco è avvenuto nella zona considerata più pericolosa dell'Afghanistan, dove si trova l'avamposto italiano più avanzato. 


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