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MELANIA REA/ Salvatore Parolisi e le lettere d'amore a Ludovica

Pubblicazione:mercoledì 28 marzo 2012

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Salvatore Parolisi, unico accusato della morte della moglie Melania Rea, scriveva all'amante anche dopo la sua scomparsa. Si tratta di bigliettini, lettere d'amore pubblicate oggi in esclusiva dal sito del Tgcom. Più sconcertante di questi è però una frase comunicata da un testimone, che Parolisi avrebbe rivolto ai suoi vicini di casa dopo la morte della moglie. Davanti alle molte richieste di cronisti vari ai vicini di casa di rilasciare dichiarazioni o interviste sul caso, Salvatore Parolisi avrebbe infatti detto loro di farsi pagare per ogni dichiarazione rilasciata. Certo, una frase che può essere giustificata da un normale moto di rabbia per l'intrusione della stampa nella vita privata sua e dei vicini, ma che riletta oggi provoca qualche imbarazzo: "Parlate gratis? Ma fatevi pagare, così poi con i soldi ce ne andiamo tutti a Cuba"- Tornando invece ai biglietti mandati a Ludovica Perrone, l'amante che faceva parte del corpo di soldati da lui addestrati, Parolisi ancora dopo due mesi dalla morte della moglie le scrive ad esempio che se anche dovesse costargli la galera molto presto l'abbraccerà. Oppure: "Sentirti, anche se per pochi minuti, è stata l'emozione più forte che ho vissuto negli ultimi due mesi". Recentemente lo stesso Parolisi in alcune dichiarazioni aveva detto che era sua intenzione rompere la relazione con l'amante, anche quando Melania era ancora viva, perché a lui interessava solo la moglie. Ha detto infatti che stava prendendo tempo per lasciarla senza farla troppo soffrire perché con la moglie in quell'ultimo periodo prima della morte le cose stavano andando di nuovo bene. Difficile capire a questo punto cosa pensasse veramente il caporal maggiore accusato di omicidio: le sue dichiarazioni come si deduce anche da queste parole sono del tutto contraddittorie. A Ludovica dopo il ritrovamento del corpo della moglie scrive infatti: Ti ho chiesto di cancellare i nostri contatti su facebook e sul telefonino, perché non volevo che la nostra frequentazione uscisse fuori. Non ho mai dubitato di te, ti ringrazio per essermi vicina e credere in me. Difficile credere poi a quanto dice nelle testimonianze davanti a un biglietto come questo: "Per te con la quale vorrei passare ogni giorno. Per te con la quale vorrei condividere ogni mio pensiero. Per noi, che il nostro incontro possa diventare la realtà della nostra vita, senza più incomprensioni, cattivi pensieri e parole buttate al vento... Solo tu e io nella nostra casetta come due cuori e una capanna". Insomma, l'ipotesi migliore è che stesse prendendo in giro tutte e due le donne. A Parolisi intanto è stato concesso il processo con rito abbreviato, il che comporta in caso di condanna la riduzione di un terzo della pena.


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