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PIANO SALVA FAMIGLIE/ Campiglio: uno "scudo" per non farle fallire

Pubblicazione:mercoledì 28 marzo 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 28 marzo 2012, 14.02

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Al tempo stesso, continua a spiegare Campiglio, «la situazione auspicabile è la presenza da un lato di una sorta di moratoria per tutte le famiglie che per diverse ragioni si trovano in gravi situazioni economiche, mentre dall’altro bisognerebbe approntare, anche nella normativa di legge che andrà valutata nel dettaglio, delle modalità che non provochino dei contraccolpi negativi sotto altri aspetti, come per esempio quell’ulteriore restrizione del credito di cui parlavo in precedenza. In un momento come questo, un provvedimento del genere non deve dimostrarsi un ostacolo o un ulteriore elemento di garanzia, implicitamente richiesto dalle banche, per concedere prestiti, ma una vera occasione per ripartire».  

Il professor Campiglio ci spiega poi che «almeno il 20% delle famiglie con reddito più basso ha un risparmio negativo, quindi consuma più di quanto spende. Questo è un segnale preoccupante del fatto che, in modo permanente o altalenante, una parte delle famiglie italiane effettivamente attraversa periodi di difficoltà. Quindi, in questa fase così acuta della crisi, probabilmente questa fetta di famiglie si ritrova indebitata. Fino a dieci anni fa le famiglie italiane erano anche le più risparmiatrici, e se c’è un dato che mi preoccupa molto è quello riguardante la capacità di risparmio delle famiglie, che negli anni è andato tendenzialmente a diminuire». 



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