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PIANO SALVA FAMIGLIE/ Campiglio: uno "scudo" per non farle fallire

Pubblicazione:mercoledì 28 marzo 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 28 marzo 2012, 14.02

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Il Consiglio dei ministri ha varato un nuovo disegno di legge che prevede e regola il caso di bancarotta individuale. Una sorta di seconda opportunità per il debitore meritevole, che grazie al nuovo ddl non si ritroverà pignorato a vita o condannato alla “morte civile”. Come ha spiegato Andrea Zoppini, il sottosegretario alla Giustizia che ha presentato il disegno di legge, "il giudice potrà guidare questo debitore verso una ristrutturazione ragionata della sua esposizione. Noi non vogliamo certo incoraggiare la corsa ai debiti. Non vogliamo neanche che una persona perda per sempre il diritto al consumo solo perché si è ammalata, ha divorziato, ha perso il posto di lavoro". Il consumatore indebitato potrà infatti affidarsi a una prima ciambella di salvataggio, la Composizione, e ricevere consulenze gratuite rivolgendosi agli “Organismi di composizione della crisi”. In questo modo, la persona sopraffatta dai debiti potrà organizzare un piano dell’ammanco, grazie al quale far sapere quanto realisticamente potrà rimborsare, in che modo e in quanto tempo. Il piano stabilito verrà poi esaminato da un giudice, che lo approverà dopo aver stabilito che sia realmente attuabile, e successivamente presentato alla platea dei creditori.

La tutela nei confronti del consumatore indebitato risiede proprio qui, perché una volta presentato il piano, i suoi beni non potranno essere pignorati e non potranno essere prese iniziative a suo carico. Successivamente, se il debitore rispetterà quanto stabilito dal piano precedentemente stilato, potrà vedere estinto il suo debito totale. IlSussidiario.net ha chiesto un commento di questo nuovo disegno di legge a Luigi Campiglio, Docente di Politica economica all’Università Cattolica di Milano: «Si tratta di una misura già esistente in diversi paesi europei, ed è interessante il fatto che venga introdotta proprio adesso, in un momento di particolare difficoltà per le famiglie italiane. Da un lato può rivelarsi quindi provvidenziale, mentre dall’altro può certamente presentare delle controindicazioni, soprattutto per quanto riguarda la stretta creditizia delle banche, che in questo modo potrebbe accentuarsi».

Il professor Campiglio sottolinea poi che in tempi “normali”, «l’istituto del fallimento in sé, a livello di singola persona e di famiglia, aiuta probabilmente a sanare situazioni impreviste in cui diversi soggetti si trovano in difficoltà, andando a creare una sorta di barriera protettiva che in linea di principio aiuta a ripartire. Indubbiamente è difficile valutare adesso l’efficacia di tale misura, ma per il momento possiamo coglierne l’obiettivo di base certamente positivo». 


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