BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 28 marzo, è San Cono abate basiliano

La chiesa possiede pochi documenti certi che raccontino in modo dettagliato la sua vita, tuttavia nella tradizione popolare sono presenti alcuni elementi indubbiamente reali

Tutti i santi Tutti i santi

SANTO DEL GIORNO: 28 MARZO, SAN CONO ABATE - Oggi la Chiesa cattolica celebra San Cono. Nato con il nome di battesimo di Conone, a Naso, in provincia di Messina, in un anno che va dal 1139 al 1154, di certo sappiamo che la sua nascita avvenne durante il regno di Ruggero II. La chiesa possiede pochi documenti certi che raccontino in modo dettagliato la sua vita, tuttavia la tradizione popolare si rifà a una storia leggendaria nella quale sono presenti alcuni elementi senza dubbio reali. Secondo quanto si racconta, Conone era nato in una famiglia agiata della località siciliana, figlio di Anselmo Navacita e di Claudia (o forse Apollonia) Santapau che avevano riposto in lui grandi speranze per rendere onore al casato. Ma a 15 anni il ragazzo, che già dimostrava grande interesse per la fede, colpito da alcune frasi del Vangelo, decise di entrare nel Monastero di San Basilio, nonostante sapesse di dare un dispiacere ai genitori. Sin da subito si dimostrò di animo virtuoso e umile, dedito alla preghiera e alla penitenza e molto disponibile all'ubbidienza; dopo un certo periodo venne trasferito al convento di Fragalà a Frazzanò (provincia di Messina) dove gli fu imposto di divenire sacerdote. Conone però amava la vita contemplativa e ottenne dai superiori di ritirarsi a vivere come eremita nella grotta di Rocca d'Almo dove pregava e si sottoponeva a penitenze; là si nutriva di erbe selvatiche e di quanto gli offriva la natura, e dormiva sulla nuda terra. Venendo a mancare l'abate del monastero di San Basilio, venne chiamato a sostituirlo e in seguito divenne lui stesso abate, nonostante la giovane età. Nacque successivamente in lui il desiderio di andare in pellegrinaggio nei luoghi santi, ma di ritorno da Gerusalemme venne a conoscenza della morte dei suoi genitori e si ritrovò l'unico erede di un grande patrimonio. Conone vendette tutti i beni e donò l'intero ricavato ai poveri, quindi chiese di tornare a condurre la sua vita da eremita e si stabilì nella grotta di San Michele, dove morì il 28 marzo del 1236, un venerdì santo. Al santo si attribuiscono numerosi miracoli, la maggior parte dei quali di natura leggendaria; si narra che scacciò i Turchi dal paese nel 1500 apparendo come un gigante nero che li impaurì e li indusse alla fuga, ma protesse i suoi concittadini anche da pestilenze, carestie e in occasione di un disastroso terremoto nel 1823. San Cono è il patrono di Naso e di San Cono (in provincia di Catania) e nella prima località viene festeggiato, per motivi che sono ignoti anche agli studiosi, in tre ricorrenze diverse: il 28 marzo, giorno della sua morte, il 3 giugno e il 1° settembre, mentre a San Cono la festa cade la seconda domenica di maggio. Di particolare rilevanza sono le celebrazioni che si tengono il primo giorno di settembre a Naso quando la popolazione porta in processione il busto del santo con il viso nero e con fattezze decisamente sapventose per ricordare la sua apparizione che mise in fuga i Turchi.