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VIAGGIO DEL PAPA/ L’inviato: ora so perché a Cuba la Chiesa è sopravvissuta a Fidel Castro

Pubblicazione:mercoledì 28 marzo 2012

Papa Benedetto XVI Papa Benedetto XVI

Quella cubana è una Chiesa perseguitata, e lo si è visto lunedì all’arrivo del Papa. C’era una piccola tribuna ai margini, dove erano stati confinati i pochi cattolici ammessi alla cerimonia di benvenuto. L’impressione era quindi di una subalternità dei cattolici rispetto al regime. I 200mila fedeli in piazza a Santiago hanno dimostrato invece che, nonostante le costrizioni e le persecuzioni, un po’ come la Chiesa dei primi martiri di duemila anni fa, quella cubana mantiene una vivacità, una forza e anche un carattere marcatamente missionario. A me ha colpito il fatto che numerosi dei cattolici con cui ho parlato evidenziavano che sentono di avere un ruolo non soltanto per Cuba, ma per la Chiesa universale. Rivendicano che da loro la fede è in crescita, e che il nuovo terreno di evangelizzazione è rappresentato dall’Europa. Mentre loro hanno mantenuto viva la fede nonostante mezzo secolo di dittatura e di negazione di Dio.

 

Qual è stato l’effetto della persecuzione sulla Chiesa cubana?

 

E’ come se le persecuzioni avessero rafforzato e reso ancora più consapevole la loro fede, che è un fatto di popolo basato sulla condivisione. L’idea espressa da tutti i canti non è soltanto quella di essere una Chiesa perseguitata, ma di essere il lievito di un intero popolo. Molti mi hanno detto: “Ma come fate a non accorgervi? Può essere proprio questo a fare cadere il regime”. A differenza infatti di 14 anni fa, quando al potere c’era Castro e il regime era molto più forte, oggi con Raul si è indebolito ed è alle ultime fasi. Dopo il muro di Berlino nell’89, sta per cadere anche il muro dei Caraibi.

 

Che cosa può dire a noi europei e italiani questa fede così viva dei cattolici cubani?


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