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Cronaca

VIAGGIO DEL PAPA/ Albacete: la risposta di Benedetto alla "schizofrenia" della fede

Il primo pensiero della Chiesa deve essere come educare la coscienza, aveva detto il Papa venendo in Messico e a Cuba. Ma vale anche per gli Usa. Il viaggio visto da LORENZO ALBACETE

Benedetto XVI (InfoPhoto)Benedetto XVI (InfoPhoto)

Mi chiedo spesso perché sia cosi difficile per gli americani cogliere l’importanza dell’America Latina. Se non fosse stato per la minaccia costituita da Cuba durante gli anni dominati  dall’Unione Sovietica, il significato della rivoluzione cubana per l’America Latina non sarebbe mai diventato, per la maggioranza degli americani, un argomento interessante. Dopo che è cessata questa minaccia, Cuba e il resto dell’America Latina sono ritornati materia per circoli accademici o stereotipi per Hollywood. 

Ad eccezione, ovviamente, di Miami (specialmente in periodo di elezioni), dove gli americani di origine cubana continuano a ricordare al Paese la tragedia della loro terra. Per quanto riguarda il Messico, l’attenzione è stata tenuta viva soprattutto dalla paura per l’immigrazione illegale, per l’impatto culturale e per la violenza dei narcotrafficanti. Anche i cattolici americani in gran parte conoscono ben poco della Chiesa latino-americana.

Non è così per la Chiesa e la Santa Sede. Due parole riassumono la profonda preoccupazione della Santa Sede per l’America Latina fin dal Concilio Vaticano II, e cioè evangelizzazione e liberazione. In un certo senso, negli ultimi quarant’anni molto dello sforzo della Chiesa in America Latina si è rivolto a comprendere, proclamare e vivere una corretta relazione tra questi due concetti.  

Fu il Beato Giovanni Paolo II che, visitando Haiti, lanciò il termine Nuova Evangelizzazione per riunire le varie risposte della Chiesa alle sfide del tempo. Non vi è dubbio che Papa Giovanni Paolo abbia cercato lui stesso di correggere gli errori delle varie teologie della liberazione, ma ha lasciato il compito in gran parte all’allora Cardinal Ratzinger, capo della Congregazione per la Dottrina della Fede. Ratzinger ha portato avanti questo compito con grande zelo, riconoscendo in queste teologie della liberazione una minaccia alla dottrina della Chiesa maggiore di quanto pensavano coloro che vi si opponevano. Ratzinger, infatti, si era reso conto che il più grande pericolo insito in queste teologie non era la loro simpatia per il marxismo, quanto un rifiuto, potenziale se pur non ancora in atto, della stessa Incarnazione e, di conseguenza, la distruzione dello stesso cristianesimo.  

La questione era la seguente: cosa è Dio secondo la teologia della liberazione e come si raffronta con il Dio rivelato attraverso Cristo? Gesù è assolutamente necessario per la conoscenza di questo Dio o ci sono altri modi possibili attraverso i quali Dio può essere conosciuto? Se è così, qual è la natura e la missione della Chiesa?


COMMENTI
29/03/2012 - Lo sguardo amorevole del Papa. (claudia mazzola)

Pensavo a mio nipote, milanista, col papà interista, ha scelto di tifare la squadra del nonno perchè ne è stato molto abbracciato. Ho visto il Papa su tv2000 in Messico e Cuba, sono rimasta molto stupita per il senso religioso di quella gente e mi sembra che la fede è un bene riconosciuto quando incontri un altro che ti ama, proprio come ha fatto Benedetto XVI.