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IL CASO/ Le domande scomode dello Zen a Profumo che "condannano" gli adulti

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Dove operano educatori degni di questo nome, i ragazzi rifioriscono e ritrovano speranza e voglia di tornare a scuola.

“Se ti dimentichi di noi come facciamo?”, ha detto un ragazzino dello Zen al ministro Profumo prima che se ne ritornasse a Roma. E’ la stessa domanda che migliaia di ragazzini siciliani fanno ai loro insegnanti. Non c’è crescita umana, né sviluppo sociale, infatti, dove non ci sono adulti che prendono a cuore la condizione delle giovani generazioni. Per questo motivo Bufalino sosteneva la priorità del fattore istruzione nello sviluppo dell’Isola. Ma, ancora oggi, sono in pochi coloro – politici e non - che sono disposti a scommettere sull’educazione come fattore di sviluppo.


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