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PRO TAV/ Il Sindaco: questa guerra sta uccidendo la Valle, oramai è ideologia

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Proteste No Tav (Foto: Infophoto)  Proteste No Tav (Foto: Infophoto)

Guardi, all'inizio c'era una protesta normale e civile, che chiedeva garanzie di tutela dell'ambiente e di sicurezza sanitaria per gli scavi del tunnel che producono amianto. Si è discusso, si sono modificate molte cose. Il problema è di avere queste garanzie e di vigilare perché siano osservate e rispettate. Quale ragione c'è, a questo punto, di bloccare il “quinto corridoio europeo” delle comunicazioni? Non se ne vedono. I francesi che sono molto attenti alle questioni ambientali, vanno avanti nei loro lavori. Le dirò di più: molti sono consapevoli che la stessa Tav può essere un'occasione di sviluppo dell'intera Val di Susa.

Parlavamo della trasformazione del movimento anti-Tav. 

Si, prima dicevo una protesta che sta nella norma, poi la saldatura tra alcuni esponenti della Fiom, come Giorgio Cremaschi, ormai un leader della protesta, alcuni ecologisti radicali e pezzi di sinistra alternativa e antagonista. Poi c'è Perino, Alberto Perino, pensionato bancario, che è diventato il leader storico del movimento anti Tav.

Si dice che la Tav sarebbe ormai ininfluente, quasi obsoleta perché il traffico di ogni tipo si è ridotto di molto?

Il traffico si è ridotto perchè il Frejus è lento, vecchio e si passa a linea unica, quindi alternativamente  In più, il traffico si è ridotto per tutto quello che sta succedendo da diversi anni 

Ma lei, trova una spiegazione a tutto questo?

Mi è molto difficile trovare una spiegazione che non affondi in una irrazionalità violenta. Il problema è che qui siamo nell'occhio del ciclone, ci stiamo rimettendo di tasca nostra e non riusciamo a vedere una soluzione per una via d'uscita.

 

(Gianluigi Da Rold)



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