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Cronaca

IL CASO/ Quel "perché" senza risposta dell'operaio suicida

L'Arena di Verona (Foto: Infophoto)L'Arena di Verona (Foto: Infophoto)

Cosa farei, io, dopo quattro mesi senza stipendio, senza un soldo da mandare a casa, senza un soldo per me? A quale ragazza potrei dire "ti voglio bene"? Che fiori potrei regalarle? Dove potrei portarla a cena? Nemmeno al McDonald's. Quattro mesi senza stipendio sono come un pezzo di libertà e di dignità in meno: sei meno uomo, senti che la personalità ti si raggrinzisce, perché quattro mesi senza stipendio sono quattro mesi passati soprattutto a chiederti quando finirà, sono quattro mesi passati a chiedere se almeno per il mese prossimo si potrà sperare...

Ma qui, a Verona, dove l'economia regge ancora, aggrappandosi con le unghie e coi denti all'estrema volontà di non mollare; qui, dove tutto sommato esiste un'etica del lavoro, e ai padroni dispiace, sinceramente, di non poter pagare i loro operai; qui si sente la mancanza, tragica, di una cultura del lavoro.

Chi può dire a un ragazzo marocchino di ventisette anni: stringi la cinghia? Chi può dirlo a chiunque? E' una ragione sufficiente la volontà di tener duro nella speranza che, forse, prima o poi si uscirà dal tunnel?

Corrado Passera c'insegna che per tutto quest'anno saremo in recessione: per il prossimo si vedrà, può darsi, forse, magari, chissà. Anche lui non ha altro da dirci che questo: stringete la cinghia. Non è sufficiente: ci vuole una ragione più grande, che l'economia non sa dare, come non la sanno dare gli ingegneri sociali.

Sono in tanti, veramente in tanti quelli che da mesi vanno a lavorare senza stipendio, e accettano questa umiliazione con una forza d'animo quasi incomprensibile. E' comprensibile, invece, che qualcuno non regga. E' successo a operai, è successo a imprenditori, e la lista si allunga. Il fatto è che, tra le necessità contingenti che impongono il sacrificio e la dignità calpestata che ne consegue per tanti miseri, si è scavato un grande fosso, un grande vuoto di significato, un perché? inevaso, che investe non solo il portafoglio ma anche la casa, gli affetti, il tempo. 

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COMMENTI
30/03/2012 - Grazie Luca Doninelli di questo articolo. (claudia mazzola)

Anche a Brescia benestante i negozi chiudono, i piccoli imprenditori come mio marito galleggiano coi propri risparmi, studi progettisti fermi, mio cognato 60 anni muratore è 1 anno 1/2 che non lavora. Parole, riforme e tasse non fanno crescere è un fardello troppo grande, qualcuno in terra ci aiuti, non soltanto Lui lassù!