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BLITZ DELLA FINANZA/ Le Fiamme Gialle a Firenze: nel mirino le botteghe orafe di Ponte Vecchio

 Dopo Cortina, Roma, Milano i militari controllano scontrini e ricevute degli orafi che affacciano sul Ponte Vecchio. L'associazione dei Commercanti fiorentini insorge.

Il Ponte Vecchio - © Buesi - Fotolia Il Ponte Vecchio - © Buesi - Fotolia

Dopo Cortina anche Firenze. Nel mirino della Guardia di Finanza, stavolta, le botteghe orafe che affacciano sul Ponte Vecchio sotto gli occhi dei turisti di passaggio. Il blitz scattato in mattinata negli storici negozi nel centro turistico del capoluogo toscano aveva come scopo quello di controllare scontrini e ricevute, gli agenti hanno eseguito l’operazione in borghese, nello sforzo di mimetizzarsi fra la folla di turisti. La zona del Ponte Vecchio è conosciuta per le sue botteghe orafe storiche e meta di migliaia di turisti ogni giorno.

Già nelle scorse settimane gli uomini delle Fiamme Gialle avevano controllato i negozi del centro storico della città, con maggior attenzione alla zona del famoso mercato di San Lorenzo, notando una scarsa propensione a battere gli scontrini. I controlli della Guardia di finanza, affiancata da alcuni ispettori dell'Agenzia delle Entrate, secondo quanto si è appreso, fanno parte di un monitoraggio attivato per la categoria di orafi e gioiellieri.

In risposta al blitz la categoria risponde per bocca della presidente dell’Associazione ponte Vecchio, Laura Piccini ha ribadito che le medie dei redditi dichiarati dalla categoria del settore dei gioiellieri è troppo ampia poiché comprende le catene mondiali del lusso ma anche le più modesti esercizi a conduzione familiare. Difendendo le quarantaquattro botteghe storiche che si affacciano sul ponte Vecchio, cui quarantatre di origine storica, Piccini ha affermato che l’evasione non è un affare semplice per i negozianti che, ormai, ricevono pagamenti solo con carte di credito e quindi immediatamente rintracciabili.

Un appello è poi stato rivolto a maggiori controlli sulla merce contraffatta: piaga che affligge in maggior percentuale Firenze, città votata al turismo e per la vicinanza con il distretto cinese di Prato. Il blitz avviene a ventiquattro ore dal comunicato del Ministero delle Finanze in cui si riporta che la media delle dichiarazioni degli imprenditori è inferiore a quella dei dipendenti pubblici, 18.178 euro contro 19.810.