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Cronaca

SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 31 marzo, è San Guido di Pomposa: nella sua comunità crebbe Guido d'Arezzo che inventò le 7 note musicali

Santo del giorno. Oggi, 31 marzo, è San Guido di Pomposa: nella sua comunità crebbe Guido d'Arezzo che inventò le 7 note musicali. San Guido svolse un ruolo importante in alcune riforme

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Santo del giorno. Oggi, 31 marzo, è San Guido di Pomposa, abate - San Guido di Pomoposa, il santo che viene celebrato oggi dalla Chiesa Cattolica, svolse un ruolo fondamentale nella crescita della comunità benedettina di Pomposa e contribuì in modo significativo ad alcune riforme nella Chiesa.
Guido, appartenente probabilmente alla famiglia degli Strambiati, nacque a Casamari, vicino a Ravenna nel 970 in una famiglia agiata. Condusse la sua gioventù studiando e senza alcuna particolare devozione, finchè un giorno decise di donare tutti i suoi beni ai poveri e di recarsi in pellegrinaggio a Roma. Nella capitale ricevette la tonsura e si unì ai monaci, intraprese poi un pericoloso pellegrinaggio fino in Terra Santa e, al suo ritorno, scelse di riavvicinarsi ai luoghi nei quali era nato e divenne eremita seguendo la guida e i suggerimenti di Martino, l'allora abate dell'abbazia benedettina di Pomposa (a Codigoro in provincia di Ferrara).
Nel 998 (o forse 1001 come citano altre fonti) Guido venne scelto come abate del monastero di Classe (RA), San Severo, e quando morì Martino gli succedette nella carica di abate di Pomposa; fu proprio lo stesso Guido che, nel 1026, consacrò la maestosa abbazia che ancor oggi possiamo ammirare.
Pomposa era nata nel VI o VII secolo, ma la sua importanza crebbe con i passare dei secoli, tanto che divenne uno dei monasteri più importanti del culto benedettino e ciò fu soprattutto grazie a San Guido che diede un nuovo impulso alla comunità con la costruzione di nuovi edifici e raccogliendo attorno a sè un gran numero di monaci.
Da studioso qual era, favorì le ricerche e gli approfondimenti musicali in campo liturgico e fu proprio durante gli anni del suo priorato che Guido d'Arezzo, uno dei suoi monaci, ideò il pentagramma e le sette note.
Guido collaborò fattivamente anche alle riforme ecclesiastiche volute dall'arcivescovo Gebeardo di Eichstätt ed ottenne il favore dei vari papi succedutisi, ma anche dei potenti dell'epoca che donarono al monastero terreni e privilegi.
Su invito dell'imperatore germanico Enrico III, si mise in viaggio per Pavia dove si teneva una Dieta (si era allora nel tumultuoso periodo delle prime ribellioni comunali contro il potere centrale germanico), ma giunto a Borgo San Donnino (ora Fidenza in provincia di Parma) morì il 31 marzo del 1046.
Venne sepolto a Parma, ma l'anno seguente l'imperatore volle traslare il suo corpo in Germania, a Spira, dove venne fatto innalzare un monastero intitolato a lui.