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NO TAV/ Da Lenin a Perino, qual è il filo rosso?

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Il sindaco di Bardonecchia, Roberto Borgis, non riesce a darsi una spiegazione dell'irrazionale protesta “No Tav” nella sua Valle di Susa. Guarda sgomento all'economia del suo comprensorio turistico che è destinato a una perdita di posti di lavoro e di sviluppo. Rimane stupefatto di fronte alle contestazioni degli abitanti della Bassa Valle, quelli che vanno a lavorare a Bardonecchia e che magari invocano lavoro e la famosa “crescita”, magari per decreto ministeriale. Non c'è nulla di irrazionale in questa protesta o, meglio, c'è l'attestato di una lunga storia di irrazionalità della sinistra italiana. E' lo storicismo marxista trasformatosi, nei decenni del Novecento, in una visione antistorica e anti-sviluppo. Ma è bene chiarire subito che questo “fronte di contestazione” non è solo di derivazione vetero-marxista e di una parte del vecchio Pci italiano. Accanto a quei superstiti di una ideologia tragica e grottesca, ci sono frange di neoradicalismo ecologista, spezzoni del vecchio azionismo, che considera (Piero Gobetti in primis) gli italiani come una sorta di deficienti che non sono in grado di fare certe cose, perché nella loro cultura c'è la Controriforma e non la Riforma protestante.

Infine c'è una “fetta” del cattolicesimo “progressista”, che ha poca fede nelle tradizioni e nel dna di questo Paese e, da sempre, soffre di un complesso di inferiorità verso la sinistra “lunare” del vecchio comunismo di sinistra. E poi ci sono personaggi all'Alberto Perino, ex bancario che riscopre, quando diventa pensionato, la sua vocazione ribellistica. E' quasi inutile ricordare, a cento anni di distanza, che Maksim Gorki spiegava: “Il comunismo è il potere sovietico più l'elettrificazione dell'intero paese”. Inutile evocare la crisi del 1920-1921 in Russia, che costrinse Lenin a varare la Nep (nuova politica economica) lasciando un minimo di liberalizzazione al commercio dei prodotti agricoli dopo aver nazionalizzato anche i barbieri. Quasi inconcepibile pensare alla battaglia di Nikolaj Ivanovic Bucharin, che invitava i contadini con una frase perentoria, “arricchitevi”, attirandosi così l'etichetta di “destro”, “socialtraditore” e “riformista”. Dalla morte di Palmiro Togliatti è nata nel Pci una sorta di combinato ideologico che si fonde su una nostalgia dello stalinismo e sulla declamazione di “un nuovo modello di sviluppo”.


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COMMENTI
06/03/2012 - difficile esporre meglio il concentrato di idiozie (attilio sangiani)

L'analisi della sinistra "NO TAV" esposta in questo articolo mi sembra insuperabile. In quattro pagine descrive le molteplici radici culturali e di "prassi" del variopinto movimento,che include,purtroppo,anche elementi cattolici. Del resto fu così anche per il "68". Congratulazioni