BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

NO TAV/ Da Lenin a Perino, qual è il filo rosso?

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Il freno ai consumi, che negli altri Paesi occidentali veniva considerato un momentaneo inconveniente, imposto dalle difficoltà congiunturali, in Italia veniva invece teorizzato come una esigenza definitiva e universale, anzi, come un valore. Non parliamo poi dell'opposizione all'energia nucleare che vedeva gli alternativi sulla stessa linea dei petrolieri, supportati da casalinghe spaventate. Come se una centrale francese in difficoltà non potesse sparare “fumi letali” fino a Pantelleria. Gli anticorpi c'erano, però, e furono utili, perché, alla fine, l'Itala è ugualmente decollata economicamente.

In una discussione animata degli anni Cinquanta, sul concetto di domanda aggregata e sulla funzione della Cassa del Mezzogiorno, l'eretico comunista e riformista, Giuseppe Di Vittorio, convinse alla fine l'eretico comunista e riformista Giorgio Amendola, a far prima affluire i soldi nel Sud e poi a discutere di che cosa si dovesse fare. In altro campo, il socialista ed economista Francesco Forte è ancora oggi sfinito dai tentativi di far comprendere all'ex psiuppino Giuliano Amato, che l'Alta velocità, alla fine, non è affatto un costo.

Ma non c'è verso di fare comprendere che un'opera come il Ponte sullo Stretto, creerebbe non solo una infrastruttura necessaria, tecnologicamente avanzata, capace di attirare capitali in un comprensorio dove due città si potrebbero addirittura fondere in un' area metropolitana (Messina e Reggio Calabria) di grande sviluppo economico. Lì c'è una “loggia trasversale” di “traghettatori senza futuro” e di “prelati illuminati” che parlano di un “potenziale turbamento sociale”. Ma tutto l'alternativismo poliedrico di comunisti di sinistra, catto-comunisti, radical-ecologisti, sindacalisti “fiommisti” alla Cremaschi e alla Landini hanno trovato un insperabile piedestallo ideologico nel famoso discorso di Enrico Berlinguer del gennaio 1977 al Teatro Eliseo di Roma.

 

 


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
06/03/2012 - difficile esporre meglio il concentrato di idiozie (attilio sangiani)

L'analisi della sinistra "NO TAV" esposta in questo articolo mi sembra insuperabile. In quattro pagine descrive le molteplici radici culturali e di "prassi" del variopinto movimento,che include,purtroppo,anche elementi cattolici. Del resto fu così anche per il "68". Congratulazioni