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Cronaca

NO TAV/ Da Lenin a Perino, qual è il filo rosso?

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Ispirato come Khomeini, il segretario comunista invocò l'avvento di una “moralità nuova”: “Un moto profondo e irreversibile operando nel vivo del sistema di sviluppo capitalistico, ne fa esplodere le contraddizioni determinando in singoli Paesi condizioni di gravità mai raggiunte. Per i Paesi economicamente più deboli (è il caso dell'Italia) la crisi diventa ormai solo un più o meno rotolare verso il precipizio. Siamo in uno di quei momenti nei quali, come afferma “Il Manifesto dei Comunisti”, per alcuni Paesi (e in ogni caso sicuramente per il nostro) o si avvia una trasformazione rivoluzionaria di tutta la società, o si va incontro alla rovina comune delle classi in lotta. Avanzano in realtà processi di degradazione e di decadenza che da un lato rendono sempre più insopportabili le condizioni di larghe masse, dall'altro minacciano le basi non solo dell'economia, ma della nostra stessa civiltà e del suo sviluppo.

L'austerità è il mezzo per contrastare alla radice e per porre le basi del superamento di un sistema che è entrato in una crisi strutturale. Nelle condizioni odierne, è impensabile impostare una lotta reale ed efficace per una società superiore senza muovere dalla prima, imprescindibile necessità dell'austerità. Lo scopo dell'austerità è, in primo luogo, quello di instaurare una moralità nuova”. Chissà perché questo bislacco programma economico e questa visione di “uomo nuovo”, che fa venire i brividi a qualsiasi riformista vero e a qualsiasi democratico, viene sempre dimenticato. Così come viene sempre dimenticato l'attacco ampio, duro, personale di Berlinguer contro Giorgio Amendola nel comitato centrale del Pci nel novembre del 1979. Amendola è solo, ammalato, contro un'assemblea sorda e conformista, ad attaccare la linea della violenza e del massimalismo sindacale.


COMMENTI
06/03/2012 - difficile esporre meglio il concentrato di idiozie (attilio sangiani)

L'analisi della sinistra "NO TAV" esposta in questo articolo mi sembra insuperabile. In quattro pagine descrive le molteplici radici culturali e di "prassi" del variopinto movimento,che include,purtroppo,anche elementi cattolici. Del resto fu così anche per il "68". Congratulazioni