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Cronaca

NO TAV/ Da Lenin a Perino, qual è il filo rosso?

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L'”austero” e “morale” Berlinguer affonda i colpi contro un riformista solitario in un “partito di ciechi”, che difende la sua “scelta di vita”, nel Pci e nella sinistra da cinquant'anni.

La sinistra alternativa e trasversale dei “No Tav” della Val di Susa riprende quella storia antiriformista, che va da Ingrao fino all'ultimo Berlinguer e passa attraverso tutto il catto-comunismo italiano, l'azionismo inconsistente e supponente, il nuovo ecologismo e il nuovo ribellismo. Sono giovani-vecchietti che erigono un'ultima barricata di irrazionalità e di violenza. Nessuno ha dei dubbi. Hanno dei disagi gli abitanti della Val di Susa con la costruzione della Tav? Senza dubbio. Ma forse nella verde Brianza, dove ci sono distretti di eccellenza industriale, gli abitanti di alcuni paesi attraversati da treni, che lambiscono le camere da letto delle loro non hanno mai avuto questi disagi? Oggi devono autoflagellarsi perché sono diventati tra i più bravi imprenditori del mondo?

 

 

 

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COMMENTI
06/03/2012 - difficile esporre meglio il concentrato di idiozie (attilio sangiani)

L'analisi della sinistra "NO TAV" esposta in questo articolo mi sembra insuperabile. In quattro pagine descrive le molteplici radici culturali e di "prassi" del variopinto movimento,che include,purtroppo,anche elementi cattolici. Del resto fu così anche per il "68". Congratulazioni