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Cronaca

NO TAV/ Quanto ci costa e perché l’Europa vuole la Torino-Lione?

Foto ImagoeconomicaFoto Imagoeconomica

Gli ultimi violenti scontri arrivano da molto lontano, da un’incapacità politica di coinvolgere la popolazione. Sembra quasi che il messaggio che l’opera è stata ridimensionata non sia arrivata a destinazione degli abitanti della valle. Le opere di compensazione saranno molto importanti per poter fare accettare l’opera alla maggioranza della popolazione. Una maggioranza completa e assoluta è impossibile e illogico da ottenere, ma gli scontri della scorsa settimana sono assolutamente da evitare perché alzano il livello di tensione inutilmente e pericolosamente.

Quindi la chiave di svolta per il completamento dell’opera contenendo la sindrome Nimby passa attraverso una logica delle compensazioni. L’ultima versione della Tav Torino-Lione salva dunque la politica, perché l’opera comunque verrà effettuata e in parte salva anche l’economia, perché il costo complessivo è ridotto di circa 16-17 miliardi di euro.

Adesso comincia il processo più difficile. Quello di far comprendere alla popolazione che l’opera verrà fatta per interessi di una politica europea, di costruire l’Europa anche con opera infrastrutturali. In cambio di questo, la Val di Susa otterrà delle alte compensazioni economiche. Con la Tav si compie un paradosso. I valligiani protestano per un’opera che porterà loro diversi benefici economici dovuti alle compensazioni economiche, mentre i contribuenti italiani, quelli realmente colpiti da un’opera che costerà più di quanto renderà, non hanno mai fatto sentire la loro voce. 

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