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BAGNASCO/ Italia: è suicidio demografico. Il presidente Cei ai Parlamentari

Pubblicazione:giovedì 8 marzo 2012

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Per il cardinale Angelo Bagnasco, che proprio ieri ha ottenuto il rinnovo del suo incarico di presidente della Conferenza episcopale italiana, l'Italia è ormai al suicidio demografico. Un preoccupante calo di nascite, ha detto, che lo ha spinto a usare il termine di suicidio demografico. Bagnasco ha usato queste parole parlando ai Parlamentari italiani nell'incontro pre pasquale: un Paese, il nostro, ha detto, che si sta suicidando perché non guarda avanti per paura del futuro. Parole dure, drammatiche, che riflettono su una situazione ormai nota da tempo, quella del calo vistoso delle nascite e dell'aumento dell'età degli italianii. Un Paese per vecchi come si usa dire riprendendo il titolo dell'omonimo film, un Paese senza futuro. Come hanno fatto osservare anche molti esperti del settore demografico, anche l'arrivo degli immigrati non porta beneficio in questo senso, perché popolazioni abituate nei loro Paesi a fare molti figli, una volta che si fermano da noi si adeguano al nostro sistema e smettono o riducono il numero dei figli. Continuando nel suo discorso, il cardinale Bagnasco ha aggiunto poi che l'aumento rapido dell'età dei cittadini crea "problemi di ordine economico e sociale a medio e lungo termine. Un diverso approccio alla questione demografica richiede che la famiglia, che è il luogo dove i figli sono naturalmente generati, accolti ed educati, sia promossa, difesa e sostenuta". Una problematica legata alla mancanza di politiche familiari adeguate, politiche familiari che dovranno invece rispondere assicurando ai genitori un appoggio concreto, a partire dalla presenza più consistente di strutture e servizi che li sostengano nella crescita dei figli. Tra le cause di questo suicidio demografico, Bagnasco individua poi anche i frutti dell'individualismo, che hanno generato corruzione ed evasione fiscale, con l'impiego a fini personali dei beni pubblici. La corruzione e l'indifferenza verso i poveri ne sono frutto chiarendo che l'individualismo genera solitudine. "Un certo individualismo, che attraversa la modernità pensa alla relazione con l'altro come a un ostacolo alla propria realizzazione, o come a qualcosa di puramente accidentale. Da qui nasce l'idea di società che fa da sfondo ad alcune concezioni contrattualiste, per le quali l'uomo è un essere costitutivamente individuale, spinto ad associarsi a causa di una mera convenienza" ha spiegato.


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