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FESTA DELLA DONNA/ Mantovani (pedagogista): basta con la retorica delle quote rosa

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Dario Franceschini, del Pd (InfoPhoto)  Dario Franceschini, del Pd (InfoPhoto)

Credo sia un discorso di mentalità. In molti Paesi ad esempio si spinge molto sul congedo di paternità: crea una apertura a un valore, che i genitori siano disponibili per tutti. Anni fa feci parte del gruppo dell'Ocse che si era recato in Svezia per un'analisi dei servizi. Fummo ricevuti dal ministro del Welfare che ci disse si sarebbe assentato per due settimane perché andava in congedo di paternità. Mi sembra che un ministro che si prende un congedo di paternità sia un bel messaggio che giova anche alle donne, perché vuol dire che avere figli è normale, è un bene comune. In questo senso, se serve a far riflettere che la donna che lavora è la stessa che ha il diritto di avere bambini, allora l'8 marzo non è solo folclore.

Si è parlato molto ultimamente, visti i tragici fatti di cronaca, di "femminicidio", violenza fino all'assassinio sulle donne. Pensa sia un termine esagerato rispetto alla realtà dei casi?

Non conosco i dati statistici esatti, per cui potrebbe essere un termine usato dalla stampa per fare sensazione. Però mi sembra di capire che i casi di violenza sulla donna siano numerosi. Credo anche che questa violenza trovi la sua ragione in una evoluzione squilibrata dei rapporti tra i sessi verificatasi in modo troppo rapido negli ultimi anni. Certe esplosioni di violenza ne sono l'effetto. La violenza sulla donna poi si concentra ancora per lo più all'interno della famiglia e direi sia un retaggio non ancora assorbito dell'antica idea di delitto d'onore. Ricordo ancora quando esso fu finalmente tolto dal codice penale, l'idea che una donna poteva essere uccisa senza venir condannati perché si era agito in difesa di un onore ipotetico.

Viviamo poi in tempo di immigrazione di popoli che hanno ancora quel concetto.

Sì. Direi che un dibattito forte e pubblico su questi casi di violenza familiare possa essere una riflessione utile a tutti.

La Chiesa ha sempre comunicato un messaggio preciso sulla donna, ad esempio sulla mercificazione che questa società fa del suo corpo. Lei pensa che dovrebbe comunicare ancora di più?

Ritengo che la Chiesa abbia sempre fatto un'ottima comunicazione sul valore della donna, con un messaggio chiaro contrario alla sua mercificazione. Non sono una moralista, ma credo che su questo aspetto non solo la Chiesa dovrebbe attivarsi maggiormente. Anche per il corpo maschile  dovrebbe valere questa idea della non mercificazione umiliante dei corpi.



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