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EMBRIONI DISTRUTTI/ Il nostro egoismo straccia ogni legge

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Una questione di business. «Va detto, infatti, che la legge fu approvata per porre degli argini alle pratiche già in uso; pratiche che si diffusero perché, da un lato, la nascita è un tema che evoca profonde esigenze; dall’altro, perché attorno ad esse ruota un grandissimo giro d’affari». In conclusione: «l’alternativa era impedire questi processi fin da subito. Ma la prima bambina nacque in vitro nel lontano ’78. Una volta che si consente la creazione in laboratorio di un embrione, il solo fatto di averlo “a disposizione”, apre a tutte le altre possibilità, quali il congelamento o la tragedia di oggi».   

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