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LA STORIA/ Il miracolo di Matteo, perdere la vita per guadagnarne tante altre

Pubblicazione:martedì 10 aprile 2012

Una foto di Matteo dal suo profilo su Facebook Una foto di Matteo dal suo profilo su Facebook

Un altro atteggiamento è stato quello di Dori, 19 anni, la ragazza di Matteo. Non solo ha continuato a seguirlo nella sua nuova condizione, ma ha rinunciato agli studi per un anno per seguirlo e accudirlo, lavandolo e imboccandolo. Farà la maturità quest’anno. “Lei non è credente – ha precisato Cettina – ma per me è come se fosse benedetta dal Signore. Ora, come prima, è una di casa”. E con Matteo, sereno nella sua grave infermità, si è cominciato a pregare insieme, per tutti quelli che erano nel dolore.

Dai presenti uno domanda: ma non avete mai chiesto il miracolo, la guarigione di vostro figlio? Ha risposto Saverio: “Certo che sì. Abbiamo messo Matteo su un’auto speciale e siamo andati tutti a Lourdes, per chiedere il miracolo. Non è guarito, ma abbiamo avuto la pace, un miracolo che oggi vogliamo far conoscere a tutti”.  Cettina, in particolare, andando nelle scuole per sollecitare i giovani alla prudenza in auto e le autorità a una legge che riconosca l’omicidio stradale, sta conoscendo diverse famiglie. Storie come la nostra, di ragazzi periti per incidente: sono centinaia. Ma molti non hanno la fede, molti l’hanno persa proprio per quello che è capitato loro. E allora che cosa succede? “Invito a casa mia quelle donne che mi cercano e parliamo. Chiedo loro se pregano per loro figlio o figlia: tante non lo fanno più, e iniziamo a discutere. Certo, molte piangono, urlano e si disperano”.

“Senza la fede, c’è la disperazione – ha ribadito Saverio. Qualcuno pensa e ci dice che siamo pazzi, o ‘bastardi’, ma per noi la morte non è la fine di tutto, ma una nuova vita. Tanto è vero che al funerale abbiamo preteso i paramenti bianchi”. E qualcuno degli arrabbiati ritorna, ci ripensa. Qualcuno riprende a pregare. E la speranza, nel dolore, torna a fiorire. Ecco che cosa è successo ultimamente. I coniugi hanno chiesto di potere avere un’udienza col santo Padre.

“Incredibile – ha sottolineato Saverio – è arrivata subito la risposta. Io pensavo a mesi, sapete, la lista d’attesa, la burocrazia... Invece: 25 aprile”. Cettina allora vuole estendere l’invito e va su Facebook (Croce Castiglia) e mette l’annuncio. “Pensavo che avrebbero aderito 10, 15 persone al massimo. Invece in pochi giorni siamo arrivati a quota 400. Nessun problema, la sala Nervi è grande. E qualcuna mi ha chiesto: ma che cosa hai fatto? Io niente, le ho risposto, forse sono i nostri figli che da lassù stanno organizzando…”.


 
(Antonello Sanvito)



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