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LA STORIA/ Il miracolo di Matteo, perdere la vita per guadagnarne tante altre

Una foto di Matteo dal suo profilo su Facebook Una foto di Matteo dal suo profilo su Facebook

Un altro atteggiamento è stato quello di Dori, 19 anni, la ragazza di Matteo. Non solo ha continuato a seguirlo nella sua nuova condizione, ma ha rinunciato agli studi per un anno per seguirlo e accudirlo, lavandolo e imboccandolo. Farà la maturità quest’anno. “Lei non è credente – ha precisato Cettina – ma per me è come se fosse benedetta dal Signore. Ora, come prima, è una di casa”. E con Matteo, sereno nella sua grave infermità, si è cominciato a pregare insieme, per tutti quelli che erano nel dolore.

Dai presenti uno domanda: ma non avete mai chiesto il miracolo, la guarigione di vostro figlio? Ha risposto Saverio: “Certo che sì. Abbiamo messo Matteo su un’auto speciale e siamo andati tutti a Lourdes, per chiedere il miracolo. Non è guarito, ma abbiamo avuto la pace, un miracolo che oggi vogliamo far conoscere a tutti”.  Cettina, in particolare, andando nelle scuole per sollecitare i giovani alla prudenza in auto e le autorità a una legge che riconosca l’omicidio stradale, sta conoscendo diverse famiglie. Storie come la nostra, di ragazzi periti per incidente: sono centinaia. Ma molti non hanno la fede, molti l’hanno persa proprio per quello che è capitato loro. E allora che cosa succede? “Invito a casa mia quelle donne che mi cercano e parliamo. Chiedo loro se pregano per loro figlio o figlia: tante non lo fanno più, e iniziamo a discutere. Certo, molte piangono, urlano e si disperano”.

“Senza la fede, c’è la disperazione – ha ribadito Saverio. Qualcuno pensa e ci dice che siamo pazzi, o ‘bastardi’, ma per noi la morte non è la fine di tutto, ma una nuova vita. Tanto è vero che al funerale abbiamo preteso i paramenti bianchi”. E qualcuno degli arrabbiati ritorna, ci ripensa. Qualcuno riprende a pregare. E la speranza, nel dolore, torna a fiorire. Ecco che cosa è successo ultimamente. I coniugi hanno chiesto di potere avere un’udienza col santo Padre.

“Incredibile – ha sottolineato Saverio – è arrivata subito la risposta. Io pensavo a mesi, sapete, la lista d’attesa, la burocrazia... Invece: 25 aprile”. Cettina allora vuole estendere l’invito e va su Facebook (Croce Castiglia) e mette l’annuncio. “Pensavo che avrebbero aderito 10, 15 persone al massimo. Invece in pochi giorni siamo arrivati a quota 400. Nessun problema, la sala Nervi è grande. E qualcuna mi ha chiesto: ma che cosa hai fatto? Io niente, le ho risposto, forse sono i nostri figli che da lassù stanno organizzando…”.


 
(Antonello Sanvito)

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