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SANTO DEL GIORNO/ Oggi,12 aprile, è San Zeno, vescovo e patrono di Verona

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Oggi, 12aprile, la Chiesa Cattolica, celebra San Zeno (Zenone) Vescovo. Questo santo, particolarmente amato a Verona, città della quale è patrono e nella quale è stata eretta una splendida basilica in suo onore, probabilmente nacque in Mauritania, nell'Africa settentrionale, in data non meglio precisata: così scrive il notaio veronese Coronato vissuto durante il VII secolo, nella sua "Cronaca". Oltre a ciò non si hanno documenti ufficiali riguardanti il vescovo Zeno ma la sua provenienza pare confermata dal tenore dei suoi scritti, che rispecchiano la temperie culturale dell'Africa dell'epoca, che vide tra i suoi massimi esponenti scrittori del calibro di Cipriano, Lattanzio e Tertulliano.

Non si sa come e perché giunse in Italia, né tantomeno se vi arrivò da solo o con la famiglia: certo è che nel IV secolo, vi furono personaggi di grande spessore dottrinale quali Sant'Agostino e San Venanziano vescovo di Aquileia, entrambi Africani come Zeno. Di quest'ultimo, quindi, non si sa molto se non che, una volta stabilitosi a Verona, condusse vita monastica, fino a quando nel 362, fu eletto successore del vescovo Cricino, divenendo così l'ottavo vescovo della città veneta: di lui ci rimangono tutta una serie di scritti, i cosiddetti "Sermones" 16 lunghi e 77 brevi, che ne fanno uno dei primi, importantissimi, Padri latini. Questi scritti trattano un po' tutto ciò che rientra nella dottrina, e sono espressi con uno stile che, come si è già accennato, ne testimoniano l'origine: gli esperti infatti sostengono che il suo latino è "caldo e conciso", con giochi di parole e immagini e ampi sviluppi oratori nei quali Zeno trasfonde tutta la sua energia. Tutti questi aspetti, uniti a molti altri, fanno di questo santo una sorta di "Cicerone cristiano". Con le sue predicazioni poi, che furono trascritte dai suoi discepoli nei "Sermones" egli condusse vivaci battaglie contro gli ariani, contro il paganesimo che resisteva nelle campagne, a causa soprattutto dell'apostasia di Giuliano e nonostante ciò alle sue predicazioni non assistevano solo cristiani ma anche pagani attratti dalla sua abile arte oratoria. San Zeno morì il 12 aprile del 372. Da un panegirico, pronunciato in suo onore da San Petronio vescovo di Bologna, nel V secolo, si apprende che San Zeno era ben noto per le sue grandi virtù cristiane e per l'aiuto che dava ai poveri: questo modo di fare era d'esempio e aveva il fine di spronare clero e fedeli alla pratica delle medesime virtù. San Zeno fece costruire la prima chiesa di Verona forse nella zona dell'attuale Duomo, cosa che potrebbe essere confermata dal rinvenimento di resti di strutture paleocristiane riferibili proprio all'edificio in questione: pare che la chiesa non venne toccata dalla piena disastrosa dell'Adige del 588 e per questo fu donata a Teodolinda, moglie di re Autari, che fu testimone oculare di tale prodigio. La stessa chiesa ebbe poi varie vicissitudini, essendo stata danneggiata da orde di Unni e Avari scese in Italia verso l'VIII secolo. Tutti questi movimenti fecero si che le reliquie del santo venissero portate in salvo nella cattedrale e solo nel 921 poterono fare ritorno nella cripta della chiesa a lui dedicata. Per mettere definitivamente al sicuro le sante reliquie si decise di costruire una più ampia struttura, una basilica per la quale furono necessari aiuti finanziari da personaggi regali, come i re d'Italia Rodolfo e Ugo e l'imperatore Ottone I.


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