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PROTEZIONE CIVILE/ La benzina aumenta di 5 cent/ litro per finanziare la riforma

Pubblicazione:venerdì 13 aprile 2012

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Il governo ha dato seguito alle manifestazioni d’intenti, procedendo con la riforma della Protezione civile, dando il via libera preliminare, in Consiglio dei Ministri, al provvedimento che ne trasformerà il volto. L’idea di fondo è quella di consentire alla struttura di agire secondo modalità e tempistiche adeguate alla emergenze cui spetta il compito di affrontare, attraverso la sua riorganizzazione. Per avere la nuova Protezione civile definitiva, si dovrà attendere il 19 aprile, quando le modifiche saranno vagliate dalla conferenza Unificata Stato-Regioni. In particolare, sono stati ridisegnati e definite i tre ambiti operativi entro i quali dovrà muoversi. Ovvero: «la previsione, diretta all’identificazione degli scenari di rischio e dei rischi per i quali è possibile il preannuncio, il monitoraggio, la sorveglianza e vigilanza in tempo reale; la prevenzione volta ad evitare o ridurre le possibilità di danni; l’attività di primo soccorso e assistenza, cui segue il superamento dell’emergenza». Cambia, inoltre, il ruolo che il Viminale assume nei confronti dell’istituzione e, soprattutto, il presidente del Consiglio avrà facoltà di «esercitare in proprio le funzioni di promozione e coordinamento delle attività delle amministrazioni statali e locali e di ogni altra istituzione pubblica e privata sul territorio, ovvero che egli possa delegare tali funzioni al solo Ministro dell'Interno». Sono state, inoltre, catalogate tre tipologie di rischio. Nella prima rientrano quelle calamità che possono essere affrontate dalle singole amministrazioni, mediante interventi ordinari. Nella seconda, quelle che, essendo di maggiore intensità necessitano del coordinamento di più enti o amministrazioni, ma pur sempre con interventi ordinari. Nella terza, infine, figurano quelle che necessitano di mezzi e poteri straordinari. Il premier Mario Monti non ha esitato a definire la riforma strutturale,e non meno importante di molte altre varate in queste ultime settimane. La riforma, come tutte quelle sin qui varate, non sarà a costo zero. Dopo che il governo ha fatto marcia indietro sul tassazione degli sms, ha deciso di finanziarla con l’aumento della benzina.

 


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