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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 14 aprile, è San Bernardo di Tiron

A vent’anni, San Bernardo di Tiron abbandonò la sua terra natale e si recò in Aquitania. Qui passò due decenni vivendo nei pressi di Poitiers, nel monastero di San Cipriano

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Oggi la chiesa cattolica celebra celebra San Bernardo di Tiron, monaco ed eremita francese nato nel 1046 ad Abbeville e morto nel 1117 a Thiron Gardais. A vent’anni, Bernardo abbandonò la sua terra natale e si recò in Aquitania. Qui passò due decenni vivendo nei pressi di Poitiers, nel monastero di San Cipriano vicino alla celebre abbazia di Saint Savin sur Gantempe. Qui gli proposero di diventare abate, ed egli, decise di incontrare Raoul de la Futaie, Vital de Mortain e Robert d’Arbrissel, tre grandi eremiti, nella contea del Maine. Egli giunse in questo luogo dopo aver ottenuto l’autorizzazione del papa, sotto la guida di Pierre de l’Etoile, anche seguendo l’impulso che ai tempi induceva i monaci più ferventi ad adottare uno stile di vita da eremita. Bernardo, dunque, prese il nome finto di Guglielmo, e di fronte alla necessità di scegliere tra la presenza di un compagno o il romitaggio, scelse una capanna da eremita, situata vicino a San Medardo, dove trovò un artigiano del legno che lo prese sotto la sua ala e gli insegnò diversi lavori manuali.

I suoi compagni, a dispetto della distanza con l’abbazia del Poitou e il nome fittizio, riuscirono a rintracciarlo, ma Bernardo si mostrò ostinato nella sua volontà di rimanere solo: proprio per questo motivo, scappò alle isole Chausoy, dove, in un nuovo rifugio, visse all’interno di una caverna, sfidando il clima rigido, fino a quando gli abitanti del luogo, utilizzando rottami presi dal mare, costruirono per lui una capanna. Tuttavia Bernardo fu persuaso a ritornare nel Maine, spinto anche dalla preghiera dei suoi antichi compagni, e si stabilì a Fontaine Gehard, che proprio in virtù della sua presenza si trasformò nel più importante centro di eremitaggio della regione. Intorno alla sua cella ne furono costruire molte altri, da parte degli altri eremiti, e la popolazione del luogo prese ad accorrere per ascoltare il suo pensiero religioso e apprendere i valori del suo stile di vita. Nel frattempo l’abate del monastero di San Cipriano venne a conoscenza della fama che Bernardo aveva raggiunto nel frattempo, e, dopo averlo raggiunto, lo convinse a indossare nuovamente l’abito dell’Ordine. Nel mese di novembre del 1100, Bernardo diede dimostrazione di grande carattere e rigore morale, respingendo le minacce provenienti dal duca d’Aquitania, e rifiutò anche di cedere l’abbazia alla Congregazione cluniacense.

La dedizione al ritiro solitario, quindi, lo indusse a fare ritorno sull’isola di Chausey, che però dovette abbandonare a causa dell’assalto dei pirati. Praticare una vita da eremita diventò sempre più difficile, in conseguenza del sempre maggiore numero di vocazioni, e pertanto si palesò la necessità di riunire gli eremiti (che paradossalmente erano diventati troppo numerosi) in posizioni stabili, in maniera tale da salvaguardare il loro spirito religioso. Bernardo, dunque, decise di raggruppare tutti i suoi discepoli nella Guierche, una foresta del luogo: tuttavia la vicinanza dell’abbazia di Savigny, costruita da Vital de Mortain, impedì una convivenza pacifica. Ecco perché Bernardo si spostò per l’ennesima volta, arrivando a stabilirsi nel Perche, dove il conte locale, Rotrou il Grande, fu persuaso a donare a lui e ai suoi discepoli la terra di Arcisses. Tale donazione, tuttavia, fu immediatamente ritirata per l’intervento della madre del conte, che era in stretto contatto con i cluniacensi.