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Cronaca

FLYTILLA DAY/ Attivisti italiani in partenza per Tel Aviv bloccati all'aeroporto

Alitalia, questa mattina, ha negato ad alcuni attivisti italiani del gruppo Welcome to Palestine di imbarcarsi per Tel Aviv. La direttiva è arrivata direttamente dallo Stato di Israele

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Alitalia, questa mattina, ha negato ad alcuni attivisti italiani del gruppo Welcome to Palestine di imbarcarsi per Tel Aviv. La direttiva è arrivata direttamente dallo Stato di Israele. Il gruppo, altrimenti noto con il nome di Flytilla, che riecheggia quello della flottiglia che ha tentato a più riprese di violare l’embargo, portando viveri ai palestinesi, sarebbe dovuto giungere nel pomeriggio nella capitale israeliana. Gli attivisti, oltre che dall’Italia, sarebbero giunti da diverse città europee e dalla Turchia. Tra il gruppo di italiani, sette in tutto, ci sarebbe dovuto essere anche il vignettista Vauro Senesi che, tuttavia, ha spiegato di non avervi potuto prendere parte per impegni di lavoro. Anche lui, in ogni caso, è nella lista delle persone non gradite ad Israele. Altri fermi di attivisti filo palestinesi sono stati effettuati all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Per tre di essi è stato emanato un decreto di espulsione. Un’altra ventina si sarebbe riuscita a imbarcare dallo scalo internazionale di Ginevra. Complessivamente sarebbero addirittura 1200 i militanti che hanno tentato di raggiungere, attraverso Tel Aviv, i Territori per esprimere la propria solidarietà alla popolazione palestinese e denunciare l’occupazione da parte di Israele dei Territori oltre alle limitazioni imposte, quelli il divieto di transito su di essi. Tra le persone fermate in Italia, al Leonardo Da Vinci c'era anche Patrizia Cecconi, presidente dell’associazione Gli amici della Mezzaluna rossa palestinese, che si è detta rammaricata per il fatto che il nostro Stato, in realtà, non è altro che un provincia dello Stato di Israele. «Siamo stati bloccati, con una lettera- notifica, peraltro in fotocopia. Ci occupiamo d’ infanzia, d’adozioni, cerchiamo di dare una mano a quei bambini che sono rimasti orfani. Adiremo alle vie legali». Haaretz, giornale israeliano di area liberal critica fortemente anch’esso la decisione del governo, mentre il partito di destra Likud spiega perché sia stata assunta: «Questi non sono pacifisti. Sono attivisti ferocemente anti-israeliani e forse anche antisemiti».