BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

PIAZZA DELLA LOGGIA/ Ecco la "verità" che nessuno ha cercato

Secondo GIANLUIGI DA ROLD la sentenza per la strage di Piazza della Loggia lascia intendere che, in Italia, in molti abbiamo preferito la verità ad uso politico a quella processuale

InfophotoInfophoto

Che cosa si può provare di fronte alla sentenza della Corte d'Appello di Brescia che assolve tutti gli imputati della strage del 28 maggio 1974 in piazza della Loggia? I sentimenti che prevalgono sono sgomento e rassegnazione. Non c'era in fondo da aspettarsi sorprese, perché la Corte di Assise aveva già assolto, il 16 novembre del 2010, in primo grado, il gruppo neofascista e l'ex generale dei carabinieri Francesco Delfino. I processi basati sugli indizi, sulle ipotesi, sui retroscena fantasiosamente, schematicamente, sommariamente immaginati e ricostruiti su brandelli di verità non fanno mai una verità, nemmeno quella molto imperfetta che possono raggiungere gli uomini. Perché allora sgomento e rassegnazione? Perché crediamo che con questa sentenza l'Italia raggiunga il record delle stragi senza colpevoli, delle stragi impunite, dei misteri stragisti che hanno caratterizzato una lunga storia italiana a sfondo politico e sociale. Ormai è persino difficile fare un conto delle stragi italiane a partire da quella di piazza Fontana a Milano del 12 dicembre del 1969. Ed è pure arduo fare il tragico computo delle povere vittime. Solo a Brescia, a piazza della Loggia, morirono 8 persone e altre 102 rimasero ferite.

Sono passati 38 anni dalla strage di piazza della Loggia, ne sono passati ben 43 dalla strage di piazza Fontana, 32 dalla strage di Bologna del 2 agosto 1980. Considerando solo queste tre tragedie nazionali, non c'è una verità processuale credibile, tanto meno certa, dopo una sequenza infinita di indagini, istruttorie, processi, verdetti, sentenze modificate e rettificate, verità lanciate e affermate che poi sono state ritirate e corrette. Le uniche “certezze” affermate e continuamente ribadite sono quelle sponsorizzate dai sostenitori dei famosi teoremi delle “Stragi di Stato”, della “strategia della tensione”, della celebre “prova del nove” del “a chi giova?”, che alla fine non ha portato da nessuna parte e a nessuna conclusione possibile, sul piano processuale, ma hanno alimentato un clima di confusione, di sospetti e solo una “verità politico-ideologica” di parte e di facciata, che viene ripetuta come uno slogan. E' pur vero che lo stragismo italiano appartiene al vecchio periodo della “guerra fredda” e alla destabilizzazione permanente dell'area del Medio Oriente, cominciata nel 1970, con le conseguenti azioni terroristiche appartenenti all'ala palestinese più radicale.