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IL CASO/ Turismo, i retroscena del processo del secolo da 535 milioni

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Nel 1997 la Compagnia Italiana Turismo è privatizzata e passa nelle mani dell’imprenditore Gianvittorio Gandolfi. I primi quattro anni sono all’insegna del rilancio del gruppo, ma dopo la crisi internazionale del turismo provocata dagli attacchi alle Torri Gemelle la situazione economica di CIT si fa meno rosea. Attraversa una serie di difficoltà che nel 2006 porteranno alla procedura di amministrazione straordinaria stabilita con un decreto del ministero dello Sviluppo economico. Ed è proprio in questa fase che si inseriscono le contestazioni alla dirigenza di CIT mosse dalla Procura di Milano.

 

A finire nel mirino è soprattutto l’intervento edilizio in grande stile sull’isola di Saccasessola, nella Laguna di Venezia, che prevedeva la realizzazione di un lussuoso hotel che in realtà non è mai stato ultimato, nonostante siano stati investiti fondi pari a 100 milioni di euro. Tra i progetti di CIT ci sono anche quelli relativi ai villaggi turistici a Pietrelcina, famosa per avere dato i natali a Padre Pio, Sibari (Cosenza) e Scanzano Jonico (Matera). In quest’ultimo sito sono costruiti un residence e un albergo, parte di un progetto da 112 milioni di euro, con uno stanziamento effettivo da parte dello Stato pari a 30 milioni.

 

Sempre secondo la Procura, CIT avrebbe ricevuto in totale 194,6 milioni di euro erogati dal governo italiano, contando solo i progetti nel nostro Paese e senza includere le attività del gruppo all’estero. Secondo la Procura il principale responsabile sarebbe stato l’ex amministratore delegato, Gianvittorio Gandolfi, difeso dall’avvocato Stefano Benvenuto.



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