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IL CASO/ Turismo, i retroscena del processo del secolo da 535 milioni

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Contattato da Ilsussidiario.net, Benvenuto replica così: “Le contestazioni dell’accusa sono frammentarie e inveritiere. Nel corso del processo sarà dimostrata l’assenza di responsabilità penale del mio assistito, il quale non ha mai sottratto nessuna delle somme che gli sono imputate. Inoltre, la percentuale delle somme che secondo la Procura sarebbero state distratte è inferiore all’1% del patrimonio sociale di CIT e quindi da sole non possono essere considerate causa di dissesto societario”.

 

E aggiunge l’avvocato Benvenuto: “Il mio assistito, Gianvittorio Gandolfi, al momento dei fatti contestati non era per giunta più nemmeno l’amministratore delegato delle società interessate. Nel corso del processo, attraverso una mia indagine internazionale sarà dimostrata la vera causa dell’insolvenza della società ‘CIT Belgium’, già documentata dall’autorità giudiziaria del Belgio. L’insolvenza è stata dovuta alla situazione economica del settore turistico, e non a sottrazioni di somme come vuole fare ritenere l’accusa”.

 

(Pietro Vernizzi)

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