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Cronaca

J'ACCUSE/ Perchè l'Europa vieta l'incesto e non la fecondazione eterologa?

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Le situazioni sono oggettivamente diverse, perché le motivazioni per cui un matrimonio tra consanguinei deve essere condannato sono evidenti. D’altra parte nel consentire il matrimonio tra omosessuali si insinua un deficit di prospettiva che affligge la cultura europea, e che consiste nel valutare solo i danni fisici tralasciando quelli morali. E’ vero che un matrimonio tra persone con grado di parentela produce danni fisici alla prole, ma le nozze tra persone dello stesso sesso provocano danni non inferiori da un punto di vista morale e sociale. Compito dello Stato non è stabilire quanto sia autentico l’amore tra due persone, ma quanto un’unione sia nell’interesse della comunità. In questo caso occorre distinguere tra le tutele soggettive e individuali nei confronti di tutte le persone, incluse quelle che volessero cercare modalità di unione omosessuale, e la loro equiparazione a un’unione coniugale. La seconda scelta è impropria dal punto di vista giuridico, anche in quanto non esiste un interesse dello Stato affinché queste unioni avvengano dal momento che non possono procreare, e laddove procreassero con modalità alternative come la fecondazione eterologa, comunque si andrebbe incontro anche a un danno educativo sul quale la comunità scientifica e psicopedagogica si sta molto confrontando.

 

Lei ha parlato di “naturalità dei rapporti”. E’ un concetto con valore giuridico, o soltanto etico o filosofico?

 

L’idea di natura oggi è una delle più impopolari, ma la legge morale naturale continua a rappresentare la base del diritto. Esistono elementi inalienabili che il diritto è tenuto a tutelare in qualunque contesto possibile. Il diritto alla vita, alla salute, alla libertà caratterizzano infatti l’uomo in quanto uomo, e non le sue condizioni specifiche in relazione alle scelte, all’età o ad altri fattori. Sono quindi dei diritti naturali, in quanto appartengono agli uomini in quanto dotati di anima razionale, che configurano una serie di esigenze diverse cui corrispondono dei diritti legati a particolari condizioni, come quello al voto o al matrimonio. Osservo infine che nell’attuale forma giuridica delle risoluzioni europee c’è la tendenza a non considerare più la cellula basilare della società come l’uomo in relazione, ma l’individuo in quanto soggetto irrelato.

 

(Pietro Vernizzi)

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