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BERLUSCONI/ Caso Tarantini, l'ex premier indagato a Bari

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Silvio Berlusconi risulta indagato dalla procura di Bari in merito al caso Lavitola. L'accusa è di aver indotto Gianpaolo Tarantini a dare false dichiarazioni sui presunti festini che si tenevano nelle abitazioni di Berlusconi. Come si sa, l'ex direttore de L'Avanti è tornato nei giorni scorsi in Italia dopo mesi di latitanza all'estero per consegnarsi agli inquirenti. Ieri il primo lungo interrogatorio durato circa cinque ore: dalle indiscrezioni sembra che Lavitola abbia detto ai magistrati di voler collaborare con loro. In origine, Lavitola l'imprenditore Tarantini e la moglie di questi erano accusati di aver estorto la somma di 500mila euro a Silvio Berlusconi. Una sorta di ricatto: in cambio di quella somma Tarantini doveva dire che Berlusconi non era al corrente che le ragazze invitate alle sue feste erano delle escort, quanto Berlusconi aveva sempre detto. Secondo le indagini Tarantini in realtà avrebbe ricevuto una sorta di stipendio mensile dall'ex capo del governo pari a 20mila euro e il pagamento di spese come vacanze e scuole dei figli. Berlusconi si è difeso dicendo che stava solo aiutando una famiglia in difficoltà. Ecco quanto invece depositarono i magistrati inquirenti al proposito: "Silvio Berlusconi aveva piena e indiscutibile consapevolezza della qualità di "escort" delle ragazze che gli erano state presentate da Gianpaolo Tarantini. E dunque non c'è dubbio che le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Tarantini davanti ai magistrati di Bari nel luglio 2009 risultano reticenti relativamente al coinvolgimento del premier e a tratti addirittura mendaci, determinando la consumazione del reato 377 bis posto in essere da Silvio Berlusconi". In tutto questo scenario si muovono ben tre procure, quella di Bari, Napoli e Roma ognuna con motivazioni diverse: a Bari Berlusconi e Lavitola sono indagati e Tarantini è parte lesa; a Roma Berlusconi è parte lesa, mentre Lavitola e Tarantini sono indagati. Adesso arriva la richiesta della procura di Bari nei confronti di Berlusconi, accusato di un erat che può costare anche sei anni di carcere. Si leghe infatti che l'ex premier vie indagato "per avere, in concorso con Lavitola Valter, nato a Salerno il 16/6/1966, indotto Giampaolo Tarantini" a mentire, "o comunque a non rendere dichiarazioni" ai pubblici ministeri di Bari". 


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