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IL CASO/ Perchè a Firenze i giudici tolgono due volte il figlio alla madre?

Pubblicazione:giovedì 19 aprile 2012

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La legge è chiara e prevede che si debbano sentire molti soggetti. In particolare devono essere sentiti i genitori, i parenti entro il quarto grado, le comunità a cui il minore è stato affidato. La procedura è sufficientemente garantita da questo punto di vista. Ecco perché questo caso mi sembra una vicenda un po' difficile da decifrare solo sulle notizie date dalla stampa. Bisogna vedere nel caso concreto: tutta la materia familiare è affidata alle valutazioni del giudice sulla base di indicazioni di carattere generale. Le cosiddette clausole generali come la tutela nell'interesse del minore devono guidare la valutazione del giudice nel caso concreto. Si tratta di vedere se nel caso in questione la decisione è o meno funzionale alla tutela del minore.

 

Ci sono stati però diversi casi di cronaca in cui alcuni figli sono stati sottratti ai genitori in base a valutazioni che poi si sono mostrate inesistenti, con l'adozione che è durata anche periodi abbastanza lunghi. 

 

Il legislatore ha previsto delle forme di tutela adeguate, poi dipende dai casi concreti. Certo è che a livello di principi - questo è importante dirlo - tutta la disciplina dell'adozione è costruita su un principio di fondo, che il minore cioè ha diritto di essere educato nell'ambito della propria famiglia. Questo è il principio con cui si apre la legge in materia di adozione. Dice infatti l'articolo 1, primo comma: il minore ha dritto di crescere ed essere educato nell'ambito della propria famiglia. E' un principio che ha anche un fondamento costituzionale nell'articolo 30 della Costituzione, quindi al massimo livello dell'ordinamento.

 

Che cosa comporta questo principio? 

 

Questo principio comporta l'adozione, e quindi arrivare alla pronuncia di uno stato di adottabilità di un minore non può che essere l'estrema ratio. Il procedimento che porta a questo esito così grave è un procedimento che il legislatore ha studiato attentamente per garantire questo valore, quello familiare, che il minore debba cioè essere educato nell'ambito della propria famiglia. A livello generale si può dire che il sistema dell'adozione è l'ultima scelta. Si pronuncia solo come estremo rimedio quando altre vie, previste dal legislatore, risultano impraticabili.



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