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Cronaca

EMBRIONI DISTRUTTI/ Ecco come dare un padre e una madre ai bimbi congelati

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E’ chiaro che nessuno di tali esiti appare coerente con la natura umana dell’embrione, ma resta evidente che nell’attuale intemperie culturale, distante dall’accettare il mistero di una vita congelata, sia “soltanto” il dettato della legge a rappresentare un valido presidio. Attualmente, dunque, la crioconservazione degli embrioni “abbandonati” potrà essere interrotta soltanto ove ne venga accertata la morte, che tuttavia neanche il decorso del tempo segna con certezza. Tale verifica, allo stato della tecnica, può così attuarsi solo con lo scongelamento dell’embrione, che tuttavia – non potendosi operare il ricongelamento – diverrebbe in molti casi proprio la causa della morte. Di qui la prospettiva della scelta odierna di conservare a tempo indeterminato gli embrioni congelati.

Quale soluzione allora?

Davanti a questa realtà, mutata per dimensione e causalità (il congelamento non è più eccezione ma regola giuridificata dalla Corte costituzionale italiana, con un esponenziale incremento di embrioni abbandonati e dormienti in azoto liquido) appare opportuno prendere maggiore coscienza del problema. Anche rivalutando – come ha fatto intendere la Commissione ministeriale sul tema – se, a fronte di diffuse spinte utilitaristiche e la difficile comprensione del senso di un numero crescente di vite “sospese”, non sia preferibile una possibilità di sviluppo con la messa a disposizione dell’embrione ad altre coppie intenzionate ad assicurarne il trasferimento e la nascita.

 

 

 

 

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