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Cronaca

TANTARDINI/ Frangi: il mio ricordo di don Giacomo, la fede come attrattiva

Ieri è scomparso all’età di 66 anni don Giacomo Tantardini. Abbiamo chiesto a GIUSEPPE FRANGI, che lo ha conosciuto, di scrivere il suo ricordo in questo articolo

Don Giacomo TantardiniDon Giacomo Tantardini

Mi chiedono di scrivere di don Giacomo, che ieri il Signore ha preso nelle sue braccia. A parte il dolore, mi frena il rischio di sentimentalismo di questi momenti. Se c’è una cosa che don Giacomo mi ha insegnato è che la fede è un’attrativa e l’affezione che ne deriva e che il sentimentalismo è solo la sua caricatura. Provo perciò a raccontare don Giacomo attraverso dei semplici particolari.

Il primo particolare sono quei piccoli quartini che alla fine della messa, specie in Avvento e Quaresima, faceva distribuire a tutti. Erano tascabili, di cartoncino che resistesse all’uso, semplici ma curatissimi nei minimi dettagli. C’erano trascritte delle preghiere che magari sapevamo a memoria: Angelus, o Regina Coeli, Magnificat, spesso quella a San Giuseppe che gli era tanto cara, e altre. Come quella di Sant’Anselmo, la cui festa cade proprio domani giorno dei funerali di don Giacomo. Avere quel cartoncino in tasca era come ricordarci ogni giorno di ciò “che abbiamo di più caro”. La cura con cui chiedeva che quei quartini venissero realizzati era per me la riprova della preziosità delle parole che ci stavano scritte.

Un altro particolare è il ricordo di tutte le volte che sono stato a messa nei tempi in cui era parroco a Santa Margherita Alacoque a Tor Vergata. Era una chiesina povera e spoglia di periferia, i fedeli abituali erano gente semplice, di popolo. Eppure la messa di Don Giacomo aveva sempre la stessa cura e quasi la stessa solennità di quando lo si sentiva presiedere a Santa Maria Maggiore. Nella parrocchietta lo seguiva anche un gruppo di ragazzi, di quelli che prima di conoscere e incontrare lui non sapevano neppure più chi fossero la Madonna o Gesù Cristo. Ragazzi di borgata, nei cui sguardi scorgevi lo stupore di quell’incontro avvenuto. Come diceva Péguy, nuovi cristiani nella prima era post cristiana. Quegli sguardi imprevisti erano un dettaglio, ma dicevano molto di più di mille programmi per arginare la secolarizzazione.

Un terzo particolare, è un particolare reiterato. Sono le pagine che ogni mese aprono 30Giorni, il mensile figlio della genialità e della fede di don Giacomo e diretto da Giulio Andreotti. Sono decine e decine di lettere da sacerdoti, suore, missionari che da tutto il mondo scrivono ogni mese per ringraziare il giornale di avere realizzato, tradotto (con gli anni in decine di lingue) e distribuito un libretto con tutte le principali preghiere cristiane: Chi prega si salva. Il sostegno a quell’opera era il gesto di carità che don Giacomo chiedeva a tutti.


COMMENTI
20/04/2012 - Grazie Don Giacomo (Daniele Sindone)

Sarai già li di fianco a Santa Teresina come ti disse una volta Don Giussani. Grazie per avermi introdotto ai grandi e "attuali" testimoni SantAgostino e Sant Ambrogio, grazie per avermi insegnato a pregare con le bellissime giaculatorie della tradizione - Manum tuam porrige lapsis qui latroni confitenti Paradisi ianuas aperuisti Grazie per averci testimoniato e confermato il primato dell'avvenimento presente su tutto persino sul nostro stesso senso religioso. Caro Frangi la fede come attrattiva che lei usa è espressione bellissima o come spesso diceva don Giacomo l'attrattiva amorosa della Grazia.