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CRAC PARMALAT/ Tanzi condannato anche in secondo grado a 17 anni e 10 mesi

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La Corte di Bologna conferma la condanna a Callisto Tanzi per il caso del crac Parmalat. Anche in appello dunque rimane la sentenza che condanna l'ex imprenditore a 17 anni e 10 mesi. In realtà Tanzi ha ottenuto una seppur piccola riduzione di pena: in primo grado era infatti stato condannato a 18 anni.  Una riduzione di pena più consistente è stata data a Fausto Tonna, ex direttore finanziario del gruppo Parmalat: da 14 anni la sua condanna passa a 9 anni e undici mesi. Per decidere il tribunale ha preso ben due settimane di tempo. Lo scorso marzo davanti alla corte Tanzi aveva detto sentiva tutto il peso indelebile delle sofferenze da lui causate che porterà per sempre. "Sono oggi pienamente consapevole degli errori che sono stati commessi e della gravità dei danni che i creditori e, soprattutto, coloro che hanno acquistato obbligazioni riferibili al gruppo hanno subito" aveva aggiunto. Tanzi ha subito anche una seconda condanna, questa volta dal Tribunale di Milano, per aggiotaggio, una condanna a 10 anni di reclusione ridotta a 8 anni e un mese dalla cassazione. Non solo: c'è anche una terza condanna,questa volta relativa al fallimento di Parmatour per cui lo scorso 20 dicembre Tanzi è stato condannato a 9 anni e due mesi. I legali dell'ex boss di Parmalat da tempo chiedono gli arresti domiciliari per motivi di salute. La detenzione domiciliare per gli ultrasettantenni. dicono, assolve ad una funzione umanitaria, ed è atto di civiltà voluto dal nostro legislatore. Il prossimo 15 maggio il tribunale di sorveglianza si esprimerà sulla richiesta. Il caso del crac di Parmalat ha moltissimi risvolti. Ci sono ad esempio le famose opere d'arte scoperte nel 2009 in tre appartamenti diversi per un valore di oltre cento milioni di euro: quadri di Van Gogh, Cèzanne, Monet, Ligabue, Picasso, De Nittis, Gauguin, Pizzarro, Grosz e anche un Modigliani. In questo aspetto della vicenda è cinvolto il genero di Tanzi che è accusato di aver nascosto il tesoro di opere d'arte. Poi ci sono le abitazioni di famiglia come quella della figlia Laura che seppur non indagata ha subito il sequestro della sua villa dove risiedeva. 


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