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Cronaca

NAVE ENRICA IEVOLI/ Liberata l'imbarcazione, sequestrata al largo dell'Oman

L'imbarcazione Enrica Ievoli sequestrata dai pirati lo scorso 27 dicembre è stata liberata. Tutti bene i marinai a bordo tra cui sei italiani uno dei quali il comandante

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La Enrica Ievoli, l'imbarcazione commerciale italiana sequestrata lo scorso 27 dicembre al largo delle coste dell'Oman, Emirati Arabi Uniti, è stata liberata. Lo conferma il nostro ministro degli Esteri, terzi, dandone notizia alle famiglie dei marinai italiani. Sulla nave c'erano sei marinai italiani tra cui il comandante, cinque siciliani e uno pugliese. In tutto il personale di bordo è composto da diciotto persone oltre agli italiani cinque ucraini e sette indiani. La nave era partita dal porto di Fujairah negli Emirati Arabi Uniti quando venne sequestrata il 27 dicembre, era diretta nel Mediterraneo. Trasporta soda caustica e appartiene a una società napoletana, la Marnavi. Il sequestro era avvenuto a opera di pirati che erano saliti a bordo fortunatamente senza incidenti. La nave è particolarmente sfortunata: nel 2006 aveva infatti già subito un attacco a opera di pirati.  Il cargo era in navigazione al largo delle coste yemenite di Aden quando si erano avvicinati alcuni barchini con presunti pirati a bordo. Il comandante della motonave aveva dato l'allarme ed era intervenuta in soccorso una unità della Marina militare italiana, la fregata Euro, che si trovava in zona. I pirati si erano quindi dati alla fuga. La Ievoli dopo il rapimento del 27 dicembre era stata portata in Somalia dove hanno sede la maggior parte die pirati che infestano i mari di quella parte del mondo. Il ministro degli esteri ha sottolineato l'ampia azione diplomatica nei confronti delle autorità somale svolta per ottenere il rilascio dell'imbarcazione. L'episodio, ha aggiunto Terzi, "conferma ulteriormente la gravità della minaccia alla sicurezza rappresentata dal fenomeno della pirateria su cui l'Italia è impegnata per favorire la massima attenzione ed un sempre maggiore coordinamento nell'azione di contrasto da parte della comunità internazionale, sia sul piano bilaterale che attraverso i principali fori multilaterali, come avvenuto più di recente anche in ambito G8 e nel Consiglio Nato-Russia dove proprio l'Italia ha posto con enfasi la questione nell'agenda delle consultazioni tra gli alleati".