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LA STORIA/ La Valsugana e quel “Vino Santo” vecchio di dieci anni

Pubblicazione:martedì 24 aprile 2012 - Ultimo aggiornamento:venerdì 4 maggio 2012, 17.25

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

Tornando all'agritur, ultima tappa in fondo alla valle, aspettatevi una baita di legno che guarda la valle e il sorriso dei due coniugi. Al piano di sopra, col camino ancora acceso, due sale aperte accolgono gli ospiti. Avrete una scelta eccellente di vini, per accompagnare i canederli con erbette su letto di cavolo cappuccio, la polenta con la tosèla alla griglia, le mezzelune di patate blu ripiene di formaggi di malga, il cervo in umido e il coniglio al forno, fino al loro tiramisù di fragole. Starete bene. E mi ringrazierete: una sosta davvero felice.



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