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LA STORIA/ Annastaccatolisa: la felicità è contagiosa e può battere la morte

Pubblicazione:mercoledì 25 aprile 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 25 aprile 2012, 10.29

Anna Lisa Russo Anna Lisa Russo

Sicuramente. Se leggi le mail di tutte le persone che mi hanno scritto dopo aver frequentato il suo blog e averla seguita nella malattia, ti renderai conto che Anna ha trasmesso la voglia di vivere e la felicità in tutte le persone che l'hanno conosciuta anche solo attraverso il blog. Mi danno i brividi, nel senso buono, leggere certe parole. Sono testimonianze fantastiche, lei ha lasciato sicuramente un segno.

 

L'introduzione al libro è scritta da Mario Calabresi. Come si erano conosciuti, lui e Anna Lisa? 

 

Erano in contatto via mail, Anna gli aveva chiesto aiuto per la pubblicazione del suo libro. Poi un giorno Anna andò a Pietrasanta dove Calabresi presentava un suo libro. Si è presentata come Annalisastaccato e hanno avuto modo di parlarsi di persona.

 

Cosa ha voluto dire per Anna Lisa conoscere personalmente Mario Calabresi?

 

Anna Lisa era una persona - e non dico questo perché era mia moglie, ma perché me lo testimoniano in moltissimi - che quando conosceva qualsiasi persona, al di là di uno famoso come Calabresi, era felice. Lei dava gioia in qualsiasi cosa che faceva: nel conoscere Mario Calabresi che poteva essere e poi è stato quello che ha fatto pubblicare il libro, o chiunque. Era una felicità che non so spiegare a parole. Solo a vedere le espressioni del suo volto quando incontrava qualcuno, si poteva capire questa sua felicità. Per Calabresi ovviamente aveva una grande stima ed era entusiasta di averlo conosciuto, anche se quando è andata fino a Pietrasanta per incontrarlo, non stava bene. Di conseguenza qualsiasi cosa che faceva era una cosa bella da vivere, da provare perché la vita è questo, diceva, conoscere e vivere la vita. Qualunque cosa facesse le dava felicità.

 

Parlaci dell'associazione che avete creato per ricordare Anna Lisa. Di cosa vi occupate?

 

E' nata grazie ad alcune ragazze che hanno a loro volta una associazione e un sito (Oltreilcancro.it) che insieme a familiari di persone malate si occupano di combattere il tumore che colpì Anna, quello alla mammella. L'associazione nasce con uno scopo preciso, raccogliere fondi per dare una borsa di studio a un giovane ricercatore che si impegni a combattere questo tipo particolare di tumore. Sul sito c'è un apposito bando di concorso. 

 

Anna Lisa aveva detto che per il suo tipo di cancro i medici dicevano non ci fossero cure e terapie. Voi invece dell'associazione sostenete che ogni tipo di cancro deve essere guarito. 

 

Questo è infatti l'impegno della nostra associazione. Non è possibile che oggi, come diceva Anna, si debba convivere con questo tipo di cancro, che non si possa esserne guariti come le dicevano i medici.

 

Credi che oggi qualcosa sia cambiato? Che si stiano facendo dei passi avanti in questo senso?

 

E' certamente ancora troppo presto. Nella nostra associazione però ci sono dei medici molto importanti che si sono presi l'impegno di lavorare con noi perché la pensano come noi. Nel 2012 non possiamo dire che non possiamo guarire, quindi ce la metteremo tutta. Più fondi arrivano e più la ricerca potrà progredire. La nostra associazione vuole impegnarsi proprio in questo: perché invece di un giovane ricercatore ce ne possano essere molti.

 

(Paolo Vites)



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