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LA STORIA/ Annastaccatolisa: la felicità è contagiosa e può battere la morte

Pubblicazione:mercoledì 25 aprile 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 25 aprile 2012, 10.29

Anna Lisa Russo Anna Lisa Russo

"Vivere la vita": lo diceva sempre Anna Lisa, nonostante il tumore che l'aveva colpita giovanissima e che poi l'avrebbe portata alla morte. Era conosciuta come Annastaccatolisa, come si firmava sul suo blog dove ha raccontato gli anni di lotta contro il cancro. Un nome simpatico per ricordare che all'anagrafe al momento della sua nascita avevano sbagliato a scrivere il suo nome. Si chiamava Annalisa, tutto attaccato, loro invece avevano scritto "Anna" e staccato "Lisa". Per tutti oggi è ancora Annastaccatolisa, protagonista di una battaglia per la vita che ha commosso e commuove tutt'ora. "Era sempre felice" ha raccontato a IlSussidiario.net il marito Andrea, "era felice di incontrare e conoscere chiunque. Aveva una positività per ogni cosa, non si arrendeva mai. Dava gioia in qualunque cosa facesse". E aggiunge: "Me lo testimoniano ancora oggi le tantissime persone che frequentavano il suo blog e che mi scrivono. Anna Lisa è un segno per tantissimi".

La storia di Annastaccatolisa è semplice e dolorosa: a 19 anni perde il fratello, ucciso in un incidente di lavoro. Otto anni dopo, il 21 novembre 2008, le viene diagnosticato un tumore al seno. "Avevo un lavoro che tutto sommato mi piaceva" avrebbe raccontato nel suo blog "un fidanzato fantastico conosciuto da soli sei mesi, tante amicizie meravigliose e un rapporto stupendo con la mia Mamy. Ero in ottima forma fisica, facevo regolarmente sport, coltivavo i miei hobbies, era decisamente un periodo positivo, tranquillo, sereno". Poi la malattia: "Ho fatto undici cicli di chemio, e due interventi. Ho combattuto tanto, ho sofferto. Ma ho anche raccontato e condiviso tutto e proprio grazie alla mia mamma, al mio fidanzato, alle mie amicizie, ai miei affetti e al mio blog posso dire di aver avuto un grande aiuto. Lo diceva anche Shakespeare: Quando nel dolore si hanno compagni che lo condividono, l'animo può superare molte sofferenze". Adesso un libro appena uscito per Mondadori con una introduzione del direttore de La Stampa Mario Calabresi raccoglie i suoi scritti pubblicati sul blog. Si intitola "Toglietemi tutto, ma non toglietemi il sorriso". Un modo, insieme all'Associazione "Annastaccatolisa" per raccogliere fondi per la ricerca contro il cancro.

 

Andrea, tu e Anna Lisa avete fatto un gesto molto bello, nonostante Anna fosse già in stato di avanzata malattia: vi siete sposati. Possiamo dire che un gesto così coraggioso è l'affermazione di una positività nonostante la malattia, il dolore?

 

Ci saremmo sposati sicuramente dopo, se fosse guarita, ma quelli erano momenti un po' particolari. Non sapevamo se ce la potevamo fare e io le ho fatto una proposta di matrimonio. In quel momento mi sono accorto che anche io le avevo trasmesso una particolare felicità a chiederle di sposarla. Ricordo che le ho detto che mi sembrava che fosse cascato un angelo giù dal cielo per me. Solo chi ha visto Anna Lisa di persona può dire che bastava vederla per toccare con mano la felicità che aveva dentro. Ci siamo sposati il 15 agosto, il giorno dell'Assunzione di Maria, nella cappella dell'ospedale. 

 

Siete tutti e due credenti?

 

Sì. Io sono credente tuttora, la fede è rimasta sempre. Credere non vuol dire sperare nei miracoli, secondo me. Ho pregato tanto, ho chiesto tanto, ma se non è venuto il miracolo non vuol dire che non bisogna credere più. La vita è questa: c'è una nascita e una morte e mi rendo conto, anche se mi fa male, che abbiamo ognuno un destino che ci attende.

 

Anna Lisa è rimasta un segno per tante persone. 


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